Lasciate ogni recensione o voi che entrate…

Sono in viaggio a Berlino per qualche giorno e devo dire che mi sto godendo di più quello che mangio ora che mi sono affrancato dalla servitù di recensione.

Infatti…

Yelp

Da quando ho lasciato Milano ho capito che è valido solo dove c’è una community Attiva. In mancanza di un community manager decente la gente lascia recensioni solo nei soliti posti fighetti. Gli esploratori come me sono la rarità. A Berlino le recensioni sono vecchie di anni.

Google

Da quando hanno cambiato le ricompense per le recensioni sulle mappe ho completamente smesso di contribuire. Anche qua più ti allontani dai centri, più la qualità decresce.

TripAdvisor

È sempre il big player, se la loro app fosse fatta decentemente la userei anche per contribuire. In questo caso di Berlino la lascerò solo per un posto che lo ha espressamente chiesto.

Chiang Mai e Nuvole – parte 3

Per ragioni di tempo (non basta mai) e di memoria (non basta mai) questo post andrà in onda in una versione condensata o almeno questa è la mia intenzione.

Questo mese Thailandese ha comportato queste attività

  •  Fase di sbigottimento iniziale
  •  Shock culturale
  •  Lavoro
  •  Weekend di relax
  •  Lavoro
  •  Weekend di relax (alle isole di phuket)
  •  Lavoro
  •  Weekend di relax
  •  Lavoro
  •  Weekend di relax
  •  Lavoro e ritorno in italia 😦

Ritmo e cadenza

Lo stile di vita cambia radicalmente quando uno vuole provare a fare il nomade digitale. Nonostante le migliori intenzioni, i tuoi ritmi sono legati al lavoro che svolgi, nel mio caso essendo consulente seo non è che potevo essere completamente sconnesso dai miei clienti italiani.

Il vantaggio/svantaggio principale è che essendoci +sei ore di differenza di fuso orario, le mattine potevo dedicarle ai miei progetti personali (che portavo avanti con il mio amico Leonardo che vive li) e al pomeriggio potevo seguire i clienti italiani.

La postazione lavorativa

Non erano tutte rose e fiori, il co-working dove avevo preso una scrivania per un mese (nemmeno usata tutta, perchè non l’ho fatto dal primo giorno e non c’erano slot intermedi tra la giornata e il mese intero) chiudeva alle 18 (ore locali) cioè alle 12 ore italiane. In alcuni casi ho dovuto porre rimedio andando a scroccare la connessione al McDonalds (che teneva l’aria condizionata a -50) oppure in una specie di caffè nero della Tailandia, che dava 3 ore di connessione con ogni consumazione.

Ma questi sono dettagli insignificanti, l’esperienza in generale è stata magnifica.

Tra le cose che ho visto

Il capodanno cinese

tutti in strada!

Una festona termonucleare globale, perché la Tailandia risente parecchio dell’influenza culturale della Cina. In questi giorni ci sono un sacco di chioschetti per strada dove prendere cose da mangiare, dove comprare oggetti di vario tipo, ci sono spettacoli pirotecnici, danze, pinzillacchere e tricche tracche. (compresi alcuni posti che vendono insetti fritti. Yuck!)

lo so che dovrebbero essere come i gambetti ma…

Insomma è tipo una allegra festa del sud Italia, meno i piatti rotti e i colpi di pistola sparati rasoterra (anche perché qua ti rispondono i militari e non è bello).

La festa dei fiori

Altro evento di aggregazione, caratterizzato da sfilate di carri non allegorici, ma quasi sempre legate a eventi, personaggi, storia, fatti interamente di fiori. In molti casi credo che i riferimenti fossero legati al Re morto l’anno precedente, di cui non riesco a pronunciare il nome.

dsr

Le isole di Phuket

Questa è stata una vera a propria blitzkrieg. L’ho proposta a Leonardo qualche giorno prima di arrivare e abbiamo iniziato a pianificarla appena superato il mio shock culturale. Per l’organizzazione ci siano fidati dell’amico di un mio amico (Dive link phuket) che ha aperto già da qualche anno una attività di rivenditore di viaggi organizzati.

In buona sostanza abbiamo visto tutto il vedibile in due giorni super intensi: bellissimo anche se mi sembrava che fosse passata una settimana quando siamo tornati al porto. Questo viaggio richiede un post a se stante, che farò prossimamente.

Il complesso dei templi di Doi Suthep e i giardini collegati

Niente da dire, spettacolari e molto partecipati dalla popolazione locale (ho anche rischiato di sfracellarmi un paio di volte, ma pazienza). Siamo arrivati in Uber alla zona del tempo e siamo scesi a piedi con la frase di Leonardo “da questa parte non sono mai sceso, vediamo cosa c’è”: c’è Chiang Mai, solo che ci si arriva a piedi dopo molta strada. In compenso alla fine abbiamo trovato un posto che fa cucina messicana e ho preso un burrito infinitamente grande (accidenti alla mia capacità di mettermi nei guai)

…vediamo dove si arriva…

Un centro massaggi come si deve (Lila Thay)

Dove siamo tornati più o meno ogni weekend, perché le signore del centro ci strizzavano come panni  bagnati. Io sono arrivato in Tailandia con acciacchi e dolori legati al cazzo di gelo che c’era stato a gennaio, sono ripartito senza dolori e mi muovevo flessuosamente come slenderman che usano talvolta i venditori di auto usate.

Nb: senza “lieto fine”.

Altre cose da segnalare:Le uscite dalla comfort zone

Ci sono quei momenti in cui devi arrangiarti e quando questo succede, impari cose nuove, acquisti confidenza in te stesso.

In molti casi è stato facile stare in Tailandia perché c’era molto spesso Leonardo che conoscendo un poco di  lingua locale ed essendo li dà un anno e mezzo, sapeva già come muoversi.

Io invece sapevo a malapena l’inglese (che loro non parlano) e sapevo solo dire grazie.

Ci sono stati due momenti peculiari in cui ho capito che dovevo imparare qualcosa di nuovo:

Momento 1: la piscina

C’era una piscina all’interno di un complesso polisportivo, Leo me ne aveva parlato perché ci era andato anche lui quando abitava nella mia guest house. Io volevo andare in piscina, perché dopotutto stare in mezzo alle montagne non è proprio il massimo e dopo il viaggio alle isole avevo ancora voglia di stare in acqua. Così dopo quasi due settimane che ero in thailandia, mi sono deciso ad andare a vedere di persona, perché (scandalo e terrore, di notizie online in inglese non se ne trovavano).

Armato delle migliori intenzioni sono entrato un pomeriggio e ho trovato un cartello che grossomodo indicava gli orari e il prezzo, in un inglese comprensibile. In pratica con circa 2 euro potevo entrare e stare quanto volevo. Niente turni. Niente corsi. Niente certificati medici.

…a volte basta poco…

La mattina del 6 febbraio sono ritornato, ho dato 60 Bath(2 euro) ad una signora e con il mio sacco nautico, il mio asciugamano e la custodia per andare in acqua con il cellulare mi sono tuffato.

Goduria!

Ed era una goduria. Alle 9 del mattino per me l’acqua era già perfetta, mentre per i thailandesi probabilmente era troppo fredda. In piscina non c’era mai nessuno, solo UN giorno c’è stato un altro occidentale che però è andato via quando sono entrato io.

Nei giorni a seguire e fino al giorno prima della partenza mi sono sempre fatto i miei 40-45 minuti di nuovo al mattino, che mi hanno fatto capire di essere una persona molto fortunata e mi hanno anche fatto perdere peso (nonostante quello che ho mangiato).

Momento 2: il pranzo fuori dal co-working 4 giorni prima della partenza

Alcuni giorni andavo a lavorare da Leonardo, altri giorni stavo per conto mio. Il co-working non offriva grandi alternative per il pranzo: un caffè chiamato “Amazon” che aveva solo schifezzuole dolci, un seven eleven che per carità aveva delle cosine sfiziose, ma prima o poi temevo che mi sarebbe esploso il fegato e poi c’era una specie di chiosco con dei tavoli di fronte.

Quello che mi aveva fermato dall’andarci fino ad almeno a quel momento è che il menù esposto fuori era solo in thailandese, di cui capivo solo i prezzi. E mi ero fatto un sacco di problemi. Cosa succede se non riusciamo a capirci? Loro non possono dire che non capiscono o che non hanno qualcosa. Magari mi portano qualcosa di schifoso e non so come rifiutarlo. Che imbarazzo.

…io capisco solo il numero di telefono…

Un giorno vedo uscire un uomo e una donna vestiti in giacca e tailleur e quindi mi dico “beh, non sarà completamente una bettola se ci vanno due persone che lavorano in ufficio…”.

Per cui faccio il tentativo, ma mi preparo al peggio.

Mi scarico una foto di un classico piatto con noodles, uovo e pollo.

Mi avvicino alla cuoca/cassiera e le chiedo se parla inglese.

A cenni mi fa capire che non lo parla.

Ok, estraggo il cellulare e le faccio vedere la foto del piatto.

Annuisce e dice “chicken, egg, onion?”

Io faccio si con la testa e faccio il gesto universale di Arhur Fonzarelli.

E dopo 10 minuti mi arriva al tavolo un piattone di noodles con tanto di verdurine saltate leggermente.

Smells like victory!

E’ una bontà. Sarà una bettola, ma questo piatto di noodles di riso, pollo, uovo e verdure ha un condimento di vittoria che lo rende insuperabile.

Vado alla cassa, la signora non sa dirmi il conto, me lo mostra sulla calcolatrice: sono 35 bath. Meno di UN EURO.

Gliene lascio 50, mi sento un lord e torno al lavoro sorridendo.

E il giorno dopo ci ritorno e ne prendo due piatti. Sempre ottimi.

Menzione speciale: la culo-pistola.

La culo-pistola è un accessorio dei bagni thailandesi (e da quello che mi dicono anche in altri bagni asiatici, escluso il giappone dove c’è il washlet). Si tratta di un uno spruzzino che serve per lavarsi le terga ad alta pressione.

spruzzz

Dopo un poco diventa un accessorio inarrivabile. Il bidet è come se fosse una carrozza a vapore confrontata con una Prius. (E il washlet è una Tesla, ma vabbè).

That’s all folks!

Grazie a quelli che mi stanno ancora leggendo!

Per questa volta è tutto, il prossimo post parlerò dell’esperienza alle isole attorno a Phuket e in un altro ancora sarà un tour gastronomico di quello che abbiamo trangugiato.

L’irlandese all’aeroporto di Barcellona (storia di un tentativo di truffa)

Hola!

Al momento sono a Corralejo a Fuerteventura. Se vi chiedete cosa ci faccio qua, la risposta è complicata e dovrà attendere un momento di maggior relax (se mai ci sarà, ma faccio affidamento sul mese di Aprile per fare una mezza pausa e mettermi almeno un poco in pari con questo blog).

Visto che oggi è San Patrizio vi parlerò di un Irlandese che ha cercato di scucirmi soldi quand’ero all’aeroporto di Barcellona.

Mi stavo dirigendo al check-in di Norwegian air (linea low cost ma fantastica perchè consente di avere il wifi attivo durante tutto il tragitto in Europa) per depositare il bagaglio in attesa del mio volo per le Canarie.

Improvvisamente sento qualcuno che mugugna in un marcato accento irlandese dicendo “possibile che non ci sia nessuno che parla inglese”. (ps vi traduco per semplicità la conversazione).

Mi giro e il tizio, vestito normale e con un trolley di quelli piccoli da cabina, incontra il mio sguardo da Giovane Marmotta™.

  • Finalmente qualcuno che mi capisce, mi puoi aiutare?
  • IO:Che cosa è successo?
  • Dovevo prendere l’aereo ryanair per tornare a casa ma il tassista si è sbagliato e mi ha portato all’aeroporto di Barcellona invece che all’aeroporto di Girona.
  • Oh!
  • Dannata Raynair non vuole cambiarmi il biglietto, la stai prendendo anche tu?
  • No, sto andando al banco di Norwegian…
    • AH, ottima compagnia, non cambiare mai. Adesso non so come fare, devo essere a Girona entro le 12 e “non ho i soldi per il treno“™.

A questo punto capisco che la cosa mi puzza, il tizio sta evidentemente cercando di spillare soldi, ma la tentazione di perculare un leprechaun irlandese è troppo forte.

Ecco alcune cose che gli dico:

  • Proviamo ad andare assieme al banco di ryanair e facciamo valere le tue ragioni!
  • Sei sicuro di non avere fatto l’assicurazione con il biglietto?
  • Fammi vedere il biglietto così vediamo bene le regole cosa dicono.

A questo punto il tizio farfuglia che il biglietto gliel’ha fatto un suo “mate” e il telefono che ha è un telefonino a conchiglia anteguerra.

Capisco che il divertimento è già finito, per cui gli faccio un gesto papale di “andare in pace”, mi giro e me ne vado al banco di Norwegian a lasciare il trolley.

Poco dopo ripasso verso nella zona in cui era appostato e con la coda dell’occhio lo vedo ancora li.

Avevo la tentazione di segnalarlo ad una guardia, ma non parlo abbastanza lo spagnolo per farmi capire e non ho abbastanza scazzo da continuare: dopotutto ho vinto sul leprechaun.

Vado al controllo documenti e proseguo nel mio trip.

Buon San Patrizio!

 

 

 

 

Chiang Mai e nuvole – parte 2

Buonasera-giorno-quello-che-è ai soliti 5 lettori.

  1. Sto iniziando questo post a mezzanotte e quindici minuti (ora locale, significa che in Italia sono le 18). Chiaramente è una idea bizzarra quella di scrivere ad un orario del genere, sarebbe meglio dormire, ma se non comincio non vado da nessuna parte.
  2. Non prendetevela a male se non farò una cronistoria passo-passo: dopotutto questo non è il diario di una vacanza (e nemmeno un blog per turistici cronici, anche se in futuro chissà). Questa è (nelle mie intenzioni) un’esperienza di vita all’estero, anche se ad intervalli irregolari. Insomma scrivo quello che voglio, quando posso.
  3. Ricordatevi sempre che potete guardare le foto quando appaiono sul mio profilo instagram e porre domande: non siate timidi.

Chiang Mai: le prime esperienze

La città, che conta circa 400.000 abitanti, presenta (fino ad ora) delle meccaniche abbastanza particolari.

  • Traffico caotico ma scialloso: ci sono un sacco di macchine (anche grosse! Tipo Pickup americani!), motorini, moto, camioncini, tuk-tuk (che non sono crackers semoventi), ecc. L’inquinamento è fastidioso sulle arterie principali, sostenibile sulle strade laterali. La cosa interessante è che nessuno strombazza come se fosse l’imperatore dell’asfalto. Insomma vivi e lascia vivere, evidentemente qua nessuno ha mai sentito parlare dello stress o della “strombazzata milanese”© che scatta un nanosecondo che è venuto il verde.chiang-mai-traffic-820x323
  • Tutto è fatto un poco a cazzo: La mia stanza non è squadrata. Il bagno ha una parte rialzata (dove c’e’ il cesso) rispetto alla parte restante dove c’e’ doccia e lavabo. I marciapiedi quasi non esistono. Ci sono banchetti (spesso mobili!) che preparano cibo da strada praticamente ovunque. Spesso ci sono dossi per far rallentare il traffico che sembrano siano stati calati dall’alto senza soluzione di continuità. All’inizio sei abituato alle linee ordinate di Piazza Vittorio Emanuele a Torino, dopo aver inciampato la terza volta non ci fai più caso: impari a guardare dove vai invece che guardare il cellulare. Però alla fine funziona tutto, le cose le trovi. Se cerchi un cestino (raro!) ti basta arrivare ad un supermercato della catena Seven-Eleven e lo trovi aperto sempre.

    dsr
    In compenso accanto alla Guest House c’è un tempio
  • Il Cibo è onnipresente e trovi di tutto! Molte persone si sono stabilite in Thailandia, ancora di più ci sono passate per turismo, studio, fare corsi o ricevere un massaggio con happy ending. E l’offerta di cibo si è adeguata alla richiesta, quindi oltre alla cucina Thai (speziatissima se non si fa attenzione), si trova italiano, americano, giapponese, cinese, indiano, coreano, ecc. A me comunque il Pad Thai piace un sacco (si tratta si tagliatelle di riso, saltate con un mix di carne o verdura o crostacei o abbinamenti).
dav
Pad Thai al pollo!

Culturalmente bisogna contrattare: da un punto di vista culturale bisogna sempre cercare la via intermedia quando si fa un acquisto. Non l’ho mai visto fare quando si compra da un esercizio commerciale, ma quando si compra da un privato è più o meno la norma. Anche quando bisogna prendere un furgone o un tuk-tuk è bene sapere la lingua per evitare di spendere più del normale (da turista insomma). Per fortuna il mio amico Leonardo che è residente qua sta facendo un corso e riesce già a destreggiarsi bene.

sdr
Leo Vs Songthaew

I mezzi di trasporto quotidiani

Facciamo un distinguo per farvi comprendere meglio.

 

Tuk-tuk

tuk-tuk
l’apecar da assalto pesante

 

Onnipresenti, si intrufolano dappertutto e sono l’ideale per viaggiare quando siete in due, perchè è il massimo di persone che possono portare.

Da quello che mi dice Leo sono sempre più costosi, in genere prendono sui 100-150 (3-5 euro) bath a tratta (anche se dipende dalla capacità di trattativa).

Sono l’ideale per vedere la città perchè la visuale è completamente aperta, non mi arrischio a fare foto perchè vanno abbastanza veloci e non conoscendo la viabilità non vorrei mai perdere l’equilibrio. Non esistono cinture ovviamente.

Se vuoi fermarti prima della destinazione concordata, devi fare dei gesti all’autista.

Songthaew

Mettete in mano all’A-team una azienda di trasporti e otterrete questi pickup semi-militari. Se non avete mai fatto il militare pazienza, è una esperienza.

songthaew1

Costano (mediamente) di meno del tuk-tuk ma potrebbero fermarsi a raccogliere altre persone per la strada: per ora non mi è mai successo.

Ottimi di sera, perchè hai un maggior senso di protezione, ma di giorno da dentro non vedi una mazza.

Pro: pagandolo un poco di più puoi “noleggiarlo” per visitare posti fuori città (parchi&templi per esempio) in maniera che ti attenda mentre fai il tuo giro.

Bicicletta

Esiste la possibilità di noleggiare una bici, ma…

Contro: in Thailandia hanno la guida a sinistra, come gli inglesi, per cui io mi sento in ansia a camminare sul “lato sbagliato”, figuriamoci ad andare in bici nel traffico.

Pro: in compenso nessuno le ruba! Leonardo mi ha detto di averla lasciata un mese durante il periodo natalizio che era in visita dai parenti e al ritorno l’ha ritrovata (ricoperta di cacche di piccione).

Bus di linea

Non credo che esistano in città, non ne ho mai visto uno. Esiste una stazione dei bus, ma credo che sia solo per i viaggi verso altre città.

Anche per questa volta è tutto, è l’una di notte,  ci sono cani che abbiano (ce ne sono ovunque !!) e io proverò ad andare a dormire.

Buona vita a tutti!

 

 

Tailandia: il viaggio infinito

Rieccomi qua a raccontare il mio viaggio (sono sicuro che i soliti 5 lettori non vedevano l’ora di leggere le mie corbellerie).

Iniziamo da principio, ovvero il viaggio

Come si ricorderanno i lettori, ho vissuto 48 ore nell’ansia di sapere se sarei partito visti problemi avuti al primo tentativo.

Il nuovo colpo di scena

Il giorno precedente la partenza alle 13 provo a ri-fare il check-in online, perchè mi piace arrivare con la conferma stampata che ho un viaggio.

Vado sul sito della compagnia e il volo internazionale non risulta.

Panico.

Vado sul sistema di e-ticket della agenzia di viaggio.

Il volo internazionale è marcato come cancellato.

Panico al quadrato. 

Fortunatamente una telefonata alla agenzia di viaggio risolve la situazione e mi conferma che la prenotazione è in piedi. (Grazie kctravel !)

Fatto sta che sono arrivato in aeroporto con il cuore in gola e lo spirito del condannato al patibolo. Sono andato al Check-in numero 16 e ho constatato che oggi c’era molta più coda.

La lezione appresa in questi giorni è che se dovete partire e non avete costrizioni di sorta, preferite l’inizio della settimana lavorativa.

Io comunque sono andato direttamente alla ricerca della signora “Anna“, che era la responsabile che mi aveva spostato il viaggio e così è stato.

Non era jodie foster, ma era comunque la mia ancora di salvezza
Non era jodie foster, ma era comunque la mia ancora di salvezza

La signora mi ha riconosciuto e ha provveduto a fare lo spostamento. Sono stati attimi di attesa, perchè ha fatto una serie di facce particolari da farmi pensare “guardi mi sono sbagliata, non si può fare”.

Io mentalmente ero già preparato al peggio : (ノಥ,_」ಥ)ノ彡┻━┻

Invece la prenotazione è passata e sono così riuscito a recarmi al Gate.

To isengard!
To isengard!

Il viaggio con Thai Airways

E’ stata una figata, credo che sia il volo più comodo che abbia mai fatto in vita mia, nonostante fosse in classe economica (non posso permettermi la classe superiore, un giorno forse ᕦ( ͡° ͜ʖ ͡°)ᕤ chissà! )

Alcuni aspetti interessanti:

  • Display di dimensioni generose su tutti i sedili
  • Vasto assortimento di film, serie tv (nb: quasi tutti in inglese o sottotitolati in inglese io per esempio ho visto SHIN GODZILLA!!)
  • Ottimi pasti, ben bilanciati (anche se nel display fa vedere quello che viene proposto alla classe superiore e c’era da sbavare sul monitor)
  • Sedili spaziosi (aggiungiamo il fatto che ero in una sezione da tre posti e uno ha chiesto di spostarsi in un posto differente quindi siamo rimasti in due: larghissimi!)
  • Ho volato sopra zone prive di luce artificiale tranne nei centri abitati (iran/afganistan/ecc) sembrano delle ragnatele di luce: è davvero un feeling pazzesco.
  • Il bagno ha uno specchio doppio, quindi sembra infinitamente lungo 😀 (mi esalto per un nonnulla lo so)
  • La telecamera è SOPRA l’aviogetto, non sotto, quindi è possibile vedere la partenza e l’atterraggio
  • Sui sedili ci sono prese usb e sotto ci sono prese di corrente (anche se non era segnalato su seat guru)
  • Colore viola ovunque (lo dico per alcune amiche)
  • Non ho dormito un cazzo 😀
  • Suicide Squad è una minchiata. Chi la pensa diversamente probabilmente finirà all’inferno in un girone dove l’unico programma televisivo sono repliche di Bruno Vespa che intervista Berlusconi.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Le altre foto della partenza qua: https://goo.gl/photos/W92TvrFY686Z22FJ8

Sono arrivato a BangKok dopo  circa 10 ore e mezza di volo alle 5.55 am… mi restava da aspettare la coincidenza per Chiang Mai. Alle 13.15 pm.

Sette ore in aeroporto.  ᕕ( ᐛ )ᕗ

Alba a Bangkok
Alba a Bangkok

Ebbene si, il problema che si era creato con lo spostamento del viaggio era la perdita della coincidenza. Strategicamente la prenotazione precedente aveva solo un layover di 2 ore, lo spostamento mi aveva fatto slittare la partenza di sette ore.

Avendo già avuto culo per la riprenotazione (visto che era una tariffa bloccatissima) ho preferito non tentare la sorte.

Essendo da solo e senza un’idea, piuttosto che sfidare ulteriormente la fortuna con una “uscita per un giro”, mi sono diretto subito verso la zona dei trasferimenti interni, ho fatto la coda per l’immigrazione e controllo del passaporto e ho messo le tende nel terminal.

Mi sono concesso una colazione/brunch nella food court e li ho scoperto che la cucina giapponese è decisamente presente assieme a quella Thailandese, probabilmente per via dei turisti. Fatto sta che ho comprato un ramen set per 270 bath.

Ramen set per 270 bath
Ramen set per 270 bath

Il Bath vale pochissimo, ci vogliono 38 bath circa per comprare un euro, quindi questa colazione da campioni mi è costata circa 7 euro. E per essere cibo da aeroporto era pure  buono! Chef Express, prendi nota.

Dopo aver fatto il pasto ed esplorato il terminal come mio uso, ho deciso che ero devastato dal sonno, sono andato nel gate più lontano di tutti, ho cercato una colonnina dove mettere a caricare il telefono, ho impostato una sveglia dopo 30 minuti, mi sono sdraiato su dei sedili e ho usato lo zaino come cuscino. Non che sia riuscito a dormire realmente, c’erano degli inservienti che pulivano ogni tanto e quindi non riuscivo ad essere abbastanza rilassato da dormire.

Ecco spiegato a cosa servono i turni di guardi nei giochi di ruolo fantasy.

Per il resto del tempo ho vagabondato per il terminal A, mi sono preso un secondo spuntino con un cappuccino (inzomma) e poi ho fatto una corsa finale perchè su dubbio instillato da altri turisti italiani ho capito che ero nel terminal sbagliato (il volo partiva dal terminal B).

Sono di nuovo fottutamente in ritardo
Sono di nuovo fottutamente in ritardo

Fortunatamente i terminal dei voli domestici sono vicini e non ho dovuto fare una distanza enorme, ma l’ansia ovviamente è tornata ai massimi livelli.

Pazienza se poi il volo ha tardato di mezz’ora sull’orario di imbarco.

Una cosa divertente da segnalare è che negli aeroporti thailandesi, oltre ai posti destinati a anziani, invalidi e donne incinte, ci sono anche posti riservati ai monaci buddisti!

La meta finale: Chiang Mai

L’aereo interno che mi ha portato alla destinazione finale mi ricordava i voli che ho fatto con Delta verso gli stati uniti. In negativo chiaramente: un aereo vetusto che è atterrato su una gamba sola.

Ma ero arrivato a destinazione: Sole, caldo, nuvole, automobili e un chaos divertente.

L'uscita dell'aeroporto di Chiang Mai
L’uscita dell’aeroporto di Chiang Mai

Ma sopratutto caldo: c’erano più di 30 gradi finalmente e io avevo pantaloni lunghi e neri, maglietta di cotone spesso di Google© e al braccio una felpa di pile© e la giacca della North Sail ©.

Avevo una escursione di 30 gradi rispetto a Torino, ero in debito di sonno di 2 giorni,  ma ero arrivato ad Isengard a Chiang Mai.

(Forse) in Thailandia per circa 28 giorni…

Buonasera a tutti,

Questo blog oramai è diventato asincrono rispetto alle mie scelte di vita, ma almeno in questo caso mi sentivo in dovere di fare un aggiornamento. Vi chiederete il perchè della scelta dell’immagine di anteprima: c’è una storia dietro ovviamente.

Ma prima di tutto un aggiornamento personale

A ottobre ho definitivamente lasciato Milano per intraprendere un mio percorso personale indipendente. Ho trascorso alcuni mesi a Bologna e a Natale sono rientrato a Rivarolo Canavese per preparare una missione spaziale i miei prossimi passi.

Per varie ragioni (che per ora ho spiegato solo a colleghi ed amici più prossimi) mi sto prendendo questo primo semestre del 2017 per una “pausa esplorativa”, in cui visiterò diverse nazioni e che probabilmente mi porterà fuori dall’Italia in via definitiva.

Insomma, non è una fuga precipitosa, è un modo per assecondare il mio spirito da esploratore. E possibilmente lasciare alle spalle il freddo gelido del nord-ovest (a parte che in questi giorni il freddo è arrivato un dappertutto).

La prima tappa sarà, se tutto va bene, la Thailandia.

Perchè la Thailandia ?

Come per il viaggio in Brasile, i prossimi viaggi avranno una natura principalmente di affari, infatti il mio intento è di visitare paesi dove ho colleghi con i quali fare delle attività in sinergia.

In questo momento in Thailandia, nella città di Chiang Mai, vive un mio amico ed ex-collega dei tempi di Milano quando lavoravo in Sems/Fullplan.

Questo vuol dire che starò principalmente a Chiang Mai per i circa 28 giorni del viaggio.

Magari riuscirò a fare una capatina nelle isole del sud, perchè Chiang Mai è nel nord, in mezzo a montagne e foreste 😉

map
Si, è MOLTO a Nord.

Ma perchè 28 giorni?

Perchè ho fatto male i conti: si può andare in Thailandia senza bisogno di fare visti particolari, basta avere un passaporto italiano e si può stare 30 giorni senza costi aggiuntivi.

Il problema (numero 1) è che ieri (martedì 17 gennaio 2017) sono arrivato in aeroporto e mi hanno che in realtà contano anche i giorni di volo (andata e ritorno), quindi conteggiando tutto quanto si trattava di 32 giorni.

L’altro problema (numero 2) è che non potevo fare un visto per estendere la permanenza, perchè il mio passaporto scade tra 6 mesi.

Devo dire che al check-in sono stati gentilissimi: mi hanno prospettato di anticipare il ritorno (pagando 500 euro per il cambio di classe, perchè i voli sono pieni) oppure di spostare la partenza di due giorni, ritornando quindi alle tempistiche ammesse, senza sovrapprezzo nonostante la tariffa non ammettesse cambiamenti.

Ho scelto la prima opzione e pazienza per lo sbattone di dover fare rivarolo-torino-malpensa (con il bus) per altre due volte, ma almeno non spendo 500 euro extra.

Morale della storia e della foto di copertina.

Quando la scadenza del vostro Passaporto è meno di 1 (uno) anno, sbrigatevi a farne uno nuovo, non aspettate la scadenza, si può rifare in qualsiasi momento.

Male che vada ammortizzerete il costo in 9 anni invece che in 10, ma almeno non avrete sorprese con i paesi extra Shengen (e chissà quanto durerà ancora l’Europa di questo passo).

Io rimango cautamente ottimista: questa cosa del cambio di volo non so che conseguenze potrà avere e se salirò sarà solo per la duttilità di alcune persone nei confronti di una regola ferrea.

A presto per nuovi aggiornamenti.

tigerkingdom-chiangmai-giant
mitico, c’è pure la tana delle tigri!

To japan!

Buongiorno a tutti.

So che aspettavate il proseguio del racconto brasiliano dell’anno scorso (gh), ma poi di mezzo c’e’ stata la vita, cioè dopo il ritorno dal Brasile sono poi tornato a Milano, dove sono tutt’ora.

Lo so, per nulla eccitante (rispetto al Brasile).

Un giorno forse narrerò i giorni mancanti del Brasile, ma nel frattempo ne approfitto per annunciarvi che assieme ad un amico di vecchia data, finalmente riesco a fare il mio primo viaggio in Giappone.

japanese-toilet-controls

Anzi se tutto va per il verso giusto, quando questo post apparirà sui social, avrò iniziato il primo tratto del volo.

Lo so già…

  • E’ il periodo peggiore dell’anno per andarci, perchè fa un caldo mostruoso.
  • Ora c’e’ pure di mezzo un tifone.

Che vi posso dire? Quando uno ha un lavoro italiano deve adeguardi ai ritmi delle aziende italiche, ma sopratutto…

...uno deve organizzarsi per tempo.

Diciamo che questo viaggio è stato mezzo improvvisato, perchè io e il mio amico ci siamo ritrovati senza idee nello stesso periodo vacanziero, per cui invece di fare una partenza intelligente.

Vabbè, ecco i dettagli del viaggio.

Andata

  • Partenza da caselle alle 6.10
  • Arrivo a Francoforte e attesa di 4 ore e mezza.
  • Volo di circa undici ore della morte e arrivo a Tokyo Haneda alle 6.30 del mattino del giorno dopo.

Il viaggio vero e proprio

  • primi due giorni a Tokyo per cercare di riguadagnare l’uso della parola e il movimento eretto.
  • Tre giorni a kyoto
  • Un giorno a Nara (guardate che figata il posto dove dormiamo!)
  • Un giorno a Hiroshima/Miyajima
  • Tre notti a Tokyo
  • Ritorno alla matina del 31/8.

Per ora è tutto, cercherò di aggiornare questo blog, ma nel caso seguitemi su instagram!

c7736557-436c-4d23-9272-83cf2b2266c9

 

…e che non ha voglia di fermarsi, per ora.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: