Il terzo massacrante giorno a Rio de Janeiro

Salve a tutti!

Se per caso vi foste persi le parti precedenti, potete partire dall’inizio. Oppure all’inizio del secondo giorno a Rio.

Se fossi uno scrittore, dovrei probabilmente iniziare con una prosa al passato tipo “Il terzo giorno avrebbe messo alla prova la mia resistenza…“. Ma io mi occupo di marketing, quindi accontentevi di quello che viene fuori dalla tastiera.

Il terzo giorno era la vera prova

No per davvero. Nel terzo giorno avevamo concentrato alcune delle attività più intense, nell’ordine.

  • Visita al quartiere di Santa Teresa
  • Salita al “Cristo redentore”
  • Cena nel quartiere di Lapa.
  • Visita alla scuola di samba di Tijuca per vedere le “prove della batteria

Andiamo per ordine.

Era Sabato, quindi in giro c’era un ventesimo della gente degli altri giorni. Un deserto godibile insomma.

non so che museo o teatro fosse, sorry

Santa Teresa

Santa Teresa è un vecchio quartiere un pò bohémienne di Rio. Era una zona di lavoratori nel passato ed è centralissimo, ora che la città si è rinnovata il quartiere è diventato una zona particolare, dove vanno a vivere persone di alto reddito, ma non si è gentrificato quanto certe zone di LondraPer esempio in Brasile gli hipster vengono trafitti con di bambù.

Siamo usciti presto e ci siamo fatti portare in Taxi fino al centro del quartiere, dopodiché ci siamo spostati a piedi.

Sotto un sole assassino. E più di 30morte gradi. (l’unità di misura del caldo percepito)

La prima cosa da notare è che Santa Teresa ricorda un pò la zona alta di Savona, cioè tutta in salita.

45° di inclinazione a piedi

Chiaramente le decorazioni sono un poco più brasiliane di Savona.

bel giardino!

La nostra meta è stato il “parco de ruinas” una casa antica che ha ospitato svariati artisti e dopo la morte della proprietaria è stata poi acquistata dal comune ed adibita a museo!

Il panorama che si gode da questo punto merita la scarpinata per arrivarci (che non è poca).

In questa occasione il mio amico Massimo è finalmente riuscito a sperimentare un uso ragionevole del palo da selfie.

Selfie + mare = win

La prosecuzione naturale di Santa Teresa è l’adiacente quartiere di Lapa, dove si arriva scendendo a piedi attraverso ripidissime discese (o più comode strade se si va in auto).

riiiipido!

Queste discese ripidissime devono essere il paradiso degli skaters. Io mi limitato a tuffarmi nelle zone d’ombra per non sciogliermi.

Lapa è famosa perchè ha questa specie di ex-acquedotto in stile romano che ora viene usato per un tram a cremagliera che porta fino alla cima di Santa Teresa… ma che era in manutenzione, mannaggia la miseria maledetta.

l’avrei pure preso…

Massimo mi diceva che era famosa anche per la vita notturna anche se questo l’avrei scoperto solo molto più tardi.

Visto che dovevamo passare del tempo perchè l’ascesa al Cristo redentore era stata prenotata per le 16, abbiamo fatto un giro per Lapa.

Dopo aver preso un succo ristoratore (sempre sia lodato), abbiamo deciso di visitare la Cattedrale di Rio.

La Cattedrale è una struttura conica, opera di qualche architetto che era in vena di sadismo di massa. Infatti oltre ad aver fatto un giro interminabile per trovare l’entrata (sotto il sole a 30morte gradi).

La potete vedere dietro i palmizi

L’interno è imponente e per chi ha un barlume di fede è sicuramente una visione che ti pone di fronte all’immensità della fede di fronte al mistero della divinità.

Sicuramente originale!

Il problema è che la struttura è anche una specie di forno a convezione, con l’aria che fatica ad entrare anche se ci sono 4 entrate spalancate. Ho capito cosa prova la carbonella quando accendiamo il fuoco. Se l’anima esiste sicuramente è evaporata in questa occasione.

ospedale all’interno di lapa

Dopo un pò di giri abbiamo poi deciso che era venuta l’ora di andare al Cristo redentore, per cui abbiamo preso l’autobus.

Gli autobus di Rio (e forse nel resto del brasile)

Hanno alcune caratteristiche peculiari:

  • Non sai mai quando arrivano (e fin qua)
  • alcuni hanno l’aria condizionata (e costano di più), altri no (e vi lascio immaginare)
  • C’e’ il bigliettaio in ogni bus…
  • …che sblocca una specie di tornello quando hai pagato
  • …e paghi per scendere!
foto presa in rete, io non ci riuscivo a fare foto!

Non ho fatto foto, perchè

  • non mi fidavo a far vedere che avevo il mio seppur scassatissimo galaxy S3
  • ero impegnato a reggermi dove potevo, perchè i guidatori dei bus pensano di essere in Formula uno.

Ah, segnatevelo, a RIO non esistono forme di abbonamento per i mezzi urbani! Portevi sempre dietro del contante oppure comprate i biglietti alle fermate della metro, dove è disponibile un biglietto integrato metro+bus. Fine.

Cristo Redentore

Il nostro bus dopo aver vinto il gran premio del Brasile ci ha scaricati di fronte alla stazione del treno che porta al Cristo redentore.

Ebbene si, c’e’ una sorta di treno a cremagliera che scala la montagna su cui si trova la statua.  Ma siamo arrivati con un certo anticipo e visto che non c’era modo di partire con un treno precedente, abbiamo fatto una sosta nel parchetto adiacente, dove ci sono tutta una serie di murales fatti dai catechisti writers.

manga (nel senso del fumetto, non il frutto) Jesus

In corrispondenza del parchetto ho scovato quello che probabilmente è il luminoso angolo della vergogna dei Brasiliani: un ristorantino vegetariano. Non avevamo tempo di fare un pasto e comunque era strapieno, cosi’ ho preso un succo con ananas e mela che era meraviglioso. Se ne avete occasione provatelo, sembra delizioso.

Si chiama Prana

 L’ascensione La risalita

Quando finalmente è venuta l’ora abbiamo finalmente preso il Treno per risalire la montagna. La linea fa cinque fermate, per consentire a dei residenti di scendere/salire.

La zona intermedia è abitata, anche se a vedere quanto è fitta la foresta viene da chiedersi come si fa a stare in posto del genere senza crescere con un machete invece che un pallone da calcio.

ricrescita continua

Nel giro di una ventina di minuti si arriva in cima e lo spettacolo è (di nuovo) maestoso.

Il monte sovrasta tutta Rio e la visuale è davvero incredibile in un giorno sereno come quello che abbiamo avuto noi.

foto panoramica! (cliccate per ingrandire)

Sopra di noi torreggia la statua di JC, il figlio del Signore, che ti accoglie a braccia aperte come per dire “ehy fratello, qua siamo tutti amici! Armonia, tolleranza, amore e tutte queste cosine qua“. Anche se da dietro sembra Buddha.

kung fu jesus

Tutto bene? Giusto un dettaglio che…

In gennaio è estate in Brasile. Nello specifico è il periodo delle vacanze, per cui tutti i turisti (brasiliani ed internazionali) si danno appuntamento sul monte del Cristo per fare/farsi foto.

La zona di terrore assoluto

E’ come essere a Roma davanti al Colosseo per dire, solo che lo spazio è immensamente più limitato per cui la concentrazione di persone è terrificante.

Per uno come me che non sopporta gli assembramenti è molto stressante.

La zona di terrore assoluto è la balconata di fronte al Cristo: li si concentra la massa che vuole fare foto a Rio, che vuole fare foto al Cristo, che vuole fare fotomontaggi di loro che danno il cinque a JC, eccetera. Una legione romana di turisti armati di macchine fotografiche e cellulari.

“io non ci posso fare nulla”

La sera a Lapa

Terminata la visita, siamo scesi (aspettando il trenino, perchè ce ne sono solo due, uno che sale e uno che scende e si scambiano ad una delle stazioni) e ci siamo diretti a Lapa per fare una cena Brasiliana.

Lapa effettivamente di sera cambia, il caldo cala (leggermente), le persone escono da sotto le pietre e cominciano a bere e mangiare allegramente.

Chiaramente carne. Ottima ma sempre carne.

Chiaramente c’e’ sempre il rischio che qualcuno si faccia prendere la mano dal bere per cui c’e’ un sacco di polizia a piedi, in macchina e a cavallo.

Finita la cena, ci siamo organizzati per andare a Tijuca…

Tijuca! (che non è un insulto)

Puoi visitare il Brasile senza avere un assaggio di Samba ? Follia! Blasfemia!

Per cui Massimo ha organizzato per farmi sperimentare una delle più importanti scuole di Samba di Rio che non fosse in una zona pericolosa.

Il carnevale a Rio è come una guerra santa: i vari quartieri preparano lo scontro a suon di carri allegorici e samba per un intero anno. Poi si affrontano al carnevale di Rio, fanno un mese di ferie e riprendono a pianificare la sfilata dall’anno seguente.

Anche se il comune fornisce un fondo monetario alle varie scuole (dopotutto il carnevale attira una montagna di turisti), i soldi (si sa) non bastano mai, anche perchè dietro l’apparato produttivo non ci sono solo quelli che sfilano, ma ci sono anche sarte, artigiani, cuoche fanno la fagiolata brasiliana, ecc.

Quindi le varie scuole organizzano delle serate di raccolta fondi, dove i loro hooligans e i turisti, possono gustare vari tipi di prove legate alla sfilata… e bere fino a stramazzare, perchè bevendo aiuti a finanziare la tua scuola. Una win-drink-win situation.

Il taxi per arrivare

Se i bus pensano di essere in formula uno, i tassisti brasiliani la sera del sabato pensano di essere sullo space shuttle.

In compenso ho avuto la prima idea di quanto sia pervasiva nella cultura brasiliana, la cosiddetta “novella” ovvero la telenovela Impèrio di cui vi ho parlato.

per non perdere nemmeno un episodio!

Tre momenti ben definiti

Potrei aver dimenticato qualcosa ma siamo arrivati che era quasi mezzanotte e sono andati avanti per due ore.

Per prima cosa abbiamo sperimentato la potenza della “batteria di samba”.

Una batteria di Samba non è un insieme di pentole (anche se potrebbero farne parte) e non è nemmeno un accumulatore di elettricità.

E’ un insieme di (circa) 500.000 strumenti musicali che suonano all’unisono, come se dovessero svegliare gli abitanti dall’altra parte del pianeta.

Poi ci sono state due esibizioni di coppie di “portabandiera e maestro di sala“. Una coppia era “senior” quelli che poi si sarebbero esibiti durante la sfilata, l’altra era di “junior” che essendo ragazzi erano probabilmente stati introdotti ai fans della scuola.

Esibizione dei senior (con la bandiera), il ragazzino con la casacca bianca e la ragazza con il bustino grigio erano i juniors.

In generale tutta la gente ballava, cantava la canzone ufficiale della sfilata (armonia, amore, libertà, tijuca, allegria, tijuca, eccetera). E giù lagrime brasiliane durante l’esibizione con la bandiera.

La commozione era davvero a livelli altissimi, anche la regina della batteria era una fontana pur mantenendo il suo sorriso smagliante.

A proposito della regina della batteria

Ogni scuola di samba nomina una “regina” che avrà il compito di rappresentare la batteria durante la sfilata. E’ un ruolo IMPORTANTISSIMO infatti quasi tutte sono attrici o modelle. E sono gnocche.

sorriso smagliante in confezione di ferrero rocher

Ok durante questa serata la regina era vestita come un ferrero roché. Poi scrivendo questo post, immaginando l’interesse dei miei 5 lettori sono andato a cercare qualche immagine di riferimento.

ok era sulla copertina di playboy… cosa vuoi che sia

Per la sfilata ha rinunciato al tubino di ferrero rochè per un più sobrio..

una cosina proprio...
una cosina proprio…

…alcuni milioni di cristalli e 800 penne di pavone albino. Praticamente hanno estinto una specie per questo vestito.

A proposito delle brasiliane

La mia teoria è che le brasiliane davvero gnocche vengano tenute prigioniere dalle scuole di samba e liberate durante il carnevale.

Il problema grosso (o grasso) è che in questo paese l’alimentazione è fuori controllo, per cui le persone mangiano in maniera disordinata, friggendo tutto, mangiando poche verdure e troppi grassi e carboidrati.

E diverse analisi internazionali dicono che è la seconda nazione per percentuale di obesi dopo gli USA!

Ed è un peccato considerando che hanno la possibilità di coltivare un sacco di varietà di verdure e hanno già un patrimonio di frutti deliziosi e salutari!

Verso le due..

…le prove erano terminate, piedi, gambe e schiena chiedevano perdono, non perchè avessi ballato (o sambato) ma semplicemente perchè ero stato in piedi a visionare il tutto.

Ho supplicato Massimo di tornare indietro e finalmente siamo tornati in hotel. Purtroppo era troppo tardi per un succo di frutta quindi sono andato a dormire con un poco di insoddisfazione.

La partenza, ciao Rio!

Il giorno dopo ci siamo diretti (dopo una ultima sontuosa colazione) all’aeroporto dei voli interni (Santos Dumont), alla volta di Navegantes (l’aeroporto di Blumenau), con una piccola sosta in uno degli aeroporti di San Paolo.

Rio ci ha salutato cosi’:

Pan di zucchero visto dall’alto

… ma il prossimo capitolo è destinato ad un nuovo giorno!

 

 

 

 

 

 

 

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2 pensieri riguardo “Il terzo massacrante giorno a Rio de Janeiro”

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