(Forse) in Thailandia per circa 28 giorni…

Buonasera a tutti,

Questo blog oramai è diventato asincrono rispetto alle mie scelte di vita, ma almeno in questo caso mi sentivo in dovere di fare un aggiornamento. Vi chiederete il perchè della scelta dell’immagine di anteprima: c’è una storia dietro ovviamente.

Ma prima di tutto un aggiornamento personale

A ottobre ho definitivamente lasciato Milano per intraprendere un mio percorso personale indipendente. Ho trascorso alcuni mesi a Bologna e a Natale sono rientrato a Rivarolo Canavese per preparare una missione spaziale i miei prossimi passi.

Per varie ragioni (che per ora ho spiegato solo a colleghi ed amici più prossimi) mi sto prendendo questo primo semestre del 2017 per una “pausa esplorativa”, in cui visiterò diverse nazioni e che probabilmente mi porterà fuori dall’Italia in via definitiva.

Insomma, non è una fuga precipitosa, è un modo per assecondare il mio spirito da esploratore. E possibilmente lasciare alle spalle il freddo gelido del nord-ovest (a parte che in questi giorni il freddo è arrivato un dappertutto).

La prima tappa sarà, se tutto va bene, la Thailandia.

Perchè la Thailandia ?

Come per il viaggio in Brasile, i prossimi viaggi avranno una natura principalmente di affari, infatti il mio intento è di visitare paesi dove ho colleghi con i quali fare delle attività in sinergia.

In questo momento in Thailandia, nella città di Chiang Mai, vive un mio amico ed ex-collega dei tempi di Milano quando lavoravo in Sems/Fullplan.

Questo vuol dire che starò principalmente a Chiang Mai per i circa 28 giorni del viaggio.

Magari riuscirò a fare una capatina nelle isole del sud, perchè Chiang Mai è nel nord, in mezzo a montagne e foreste 😉

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Si, è MOLTO a Nord.

Ma perchè 28 giorni?

Perchè ho fatto male i conti: si può andare in Thailandia senza bisogno di fare visti particolari, basta avere un passaporto italiano e si può stare 30 giorni senza costi aggiuntivi.

Il problema (numero 1) è che ieri (martedì 17 gennaio 2017) sono arrivato in aeroporto e mi hanno che in realtà contano anche i giorni di volo (andata e ritorno), quindi conteggiando tutto quanto si trattava di 32 giorni.

L’altro problema (numero 2) è che non potevo fare un visto per estendere la permanenza, perchè il mio passaporto scade tra 6 mesi.

Devo dire che al check-in sono stati gentilissimi: mi hanno prospettato di anticipare il ritorno (pagando 500 euro per il cambio di classe, perchè i voli sono pieni) oppure di spostare la partenza di due giorni, ritornando quindi alle tempistiche ammesse, senza sovrapprezzo nonostante la tariffa non ammettesse cambiamenti.

Ho scelto la prima opzione e pazienza per lo sbattone di dover fare rivarolo-torino-malpensa (con il bus) per altre due volte, ma almeno non spendo 500 euro extra.

Morale della storia e della foto di copertina.

Quando la scadenza del vostro Passaporto è meno di 1 (uno) anno, sbrigatevi a farne uno nuovo, non aspettate la scadenza, si può rifare in qualsiasi momento.

Male che vada ammortizzerete il costo in 9 anni invece che in 10, ma almeno non avrete sorprese con i paesi extra Shengen (e chissà quanto durerà ancora l’Europa di questo passo).

Io rimango cautamente ottimista: questa cosa del cambio di volo non so che conseguenze potrà avere e se salirò sarà solo per la duttilità di alcune persone nei confronti di una regola ferrea.

A presto per nuovi aggiornamenti.

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mitico, c’è pure la tana delle tigri!
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To japan!

Buongiorno a tutti.

So che aspettavate il proseguio del racconto brasiliano dell’anno scorso (gh), ma poi di mezzo c’e’ stata la vita, cioè dopo il ritorno dal Brasile sono poi tornato a Milano, dove sono tutt’ora.

Lo so, per nulla eccitante (rispetto al Brasile).

Un giorno forse narrerò i giorni mancanti del Brasile, ma nel frattempo ne approfitto per annunciarvi che assieme ad un amico di vecchia data, finalmente riesco a fare il mio primo viaggio in Giappone.

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Anzi se tutto va per il verso giusto, quando questo post apparirà sui social, avrò iniziato il primo tratto del volo.

Lo so già…

  • E’ il periodo peggiore dell’anno per andarci, perchè fa un caldo mostruoso.
  • Ora c’e’ pure di mezzo un tifone.

Che vi posso dire? Quando uno ha un lavoro italiano deve adeguardi ai ritmi delle aziende italiche, ma sopratutto…

...uno deve organizzarsi per tempo.

Diciamo che questo viaggio è stato mezzo improvvisato, perchè io e il mio amico ci siamo ritrovati senza idee nello stesso periodo vacanziero, per cui invece di fare una partenza intelligente.

Vabbè, ecco i dettagli del viaggio.

Andata

  • Partenza da caselle alle 6.10
  • Arrivo a Francoforte e attesa di 4 ore e mezza.
  • Volo di circa undici ore della morte e arrivo a Tokyo Haneda alle 6.30 del mattino del giorno dopo.

Il viaggio vero e proprio

  • primi due giorni a Tokyo per cercare di riguadagnare l’uso della parola e il movimento eretto.
  • Tre giorni a kyoto
  • Un giorno a Nara (guardate che figata il posto dove dormiamo!)
  • Un giorno a Hiroshima/Miyajima
  • Tre notti a Tokyo
  • Ritorno alla matina del 31/8.

Per ora è tutto, cercherò di aggiornare questo blog, ma nel caso seguitemi su instagram!

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Bluemenau uber alles

Salve a tutti!

Sono in ritardo di due mesi sulla narrazione e lunedi’ prossimo partirò per l’italia, dove arriverò (se tutto va bene) martedì 17.

Probabilmente dovrò prendermi delle vacanze per parlare di questo periodo sul blog, quindi siate comprensivi se mancheranno dettagli (ma siete i benvenuti a farmi domande per approfondire aspetti particolari).

Ma intanto aggiungiamo dei dettagli su questa parte di vita.

Il secondo viaggio

Eravamo rimasti che ero partito da Rio alla volta di Blumenau. L’aeroporto più vicino si chiama Navegantes, ed è connesso a Rio tramite la città di San Paolo. Cioè c’è anche un volo diretto, ma questo con lo scalo intermedio, grazie allle solite logiche (misteriose) delle offerte speciali delle linee aeree… costava meno.

La cosa più interessante del volo è stato viaggiare avendo sempre sott’occhio la costa: posso solo immaginare le spiagge meravigliose e inesplorate che ci possono essere.

San Paolo

All’aeropoto di San Paolo ci siamo rimasti solo un’oretta, ma ho visto

  • diverse belle ragazze (molto più di Rio)
  • diverse torrette per l’alimentazione di computer e cellulari
  • free wifi !!! grandioso!

Probabilmente ci farò un salto in futuro, dopotutto è una città incredibilmente febbrile (e pericolosa, quindi magari se ne parla nel 2017 dopo le olimpiadi).

L’arrivo a Navegantes e blumenau

Lo stato di Santa Caterina, mi ha accolto così: 33 gradi e pioggia tropicale.

no, dico, ma non è estate?

Arrivati a casa non c’è stato molto da fare, avevo ancora una quantità di sonno industriale e mi sono disintegrato sul letto.

Blumenau day 1 (cioè il giorno dopo)

Il giorno successivo ho preso confidenza con alcuni posti che sarebbero stati dei punti importanti della vita brasiliana.

Ma intanto il primo impatto che ho avuto è stato con l’architettura del centro cittadino, che avevo visto in foto, ma vederla dal vivo è tutt’altra cosa:

wunderbar!

Il negozio “moremoremalteria” nel centro commerciale NEUMARKT

Il nome vi sembrerà un lager che evoca l’egemonia nazista, invece è un centro commerciale moderno, elegante, a livello di quelli Europei.

Moremore esmalteria è una boutique che si occupa di smalti e gel per unghie e allungamenti ciglia. E’ gestito da Elke la moglie del mio amico Massimo.

Il supermarket Cooper

E’ un po’ come la COOP nostrana, solo che invece che essere etno-chic (perchè diciamolo che la COOP italiana un pò se la tira) la cooper Brasiliana è un buon compromesso che ricorda le catene nostrane tipo LD o Penny Market.

La visita al supermarket è il modo migliore di capire come una cultura differente concepisce il cibo.

hot dog anyone?

Il Brasile è un posto dove

  • la carne costa pochissimo
  • la frutta locale costa poco (tipo la “manga” (non chiamatelo mango qua) che costa 1 euro al chilo)
  • il formaggio locale costa abbastanza poco
  • il formaggio importato costa come gli svaroski
  • la verdura costa abbastanza
  • la verdura rara/bio/importata costa uno sproposito.

Per dire, i peperoni costano in media 7 reais al chilo. Considerando il costo della vita è come se in italia costassero 7 euro al chilo.

In compenso questo formaggio su stecco da fare in padella o in una apposita pressa sagomata, è buono da impazzire.

quejio coalho, ottimo per i picnic.

Transform!

Per completare l’assimilazione alla cultura locale e per dare sollievo ai miei piedi, mi sono comprato le ciabatte onnipresenti: le Havaianas.

Devo dire che le considero eleganti come avere una rolls royce ai piedi, anche se costano una decina di euro.

Henry Ford avrebbe apprezzato

La sera del 20 gennaio è iniziata la “novella” per me

Il rito serale è imprescindibile in famiglia. Ovviamente senza conoscere il portoghese è impossibile capire cosa succede.

Fino al 23/1 non è successo niente

ho lavorato su una serie di progetti stando praticamente sempre in casa.

Il 24/1 siamo andati a Florianopolis

ma di questo parlerò un’altra sera 🙂

Preparate comunque gli stomaci, perchè parleremo anche della tragica fine di una di una blatta di nome Kafka.

Ei fu. Ma non era immobile.

 

 

 

 

 

Il terzo massacrante giorno a Rio de Janeiro

Salve a tutti!

Se per caso vi foste persi le parti precedenti, potete partire dall’inizio. Oppure all’inizio del secondo giorno a Rio.

Se fossi uno scrittore, dovrei probabilmente iniziare con una prosa al passato tipo “Il terzo giorno avrebbe messo alla prova la mia resistenza…“. Ma io mi occupo di marketing, quindi accontentevi di quello che viene fuori dalla tastiera.

Il terzo giorno era la vera prova

No per davvero. Nel terzo giorno avevamo concentrato alcune delle attività più intense, nell’ordine.

  • Visita al quartiere di Santa Teresa
  • Salita al “Cristo redentore”
  • Cena nel quartiere di Lapa.
  • Visita alla scuola di samba di Tijuca per vedere le “prove della batteria

Andiamo per ordine.

Era Sabato, quindi in giro c’era un ventesimo della gente degli altri giorni. Un deserto godibile insomma.

non so che museo o teatro fosse, sorry

Santa Teresa

Santa Teresa è un vecchio quartiere un pò bohémienne di Rio. Era una zona di lavoratori nel passato ed è centralissimo, ora che la città si è rinnovata il quartiere è diventato una zona particolare, dove vanno a vivere persone di alto reddito, ma non si è gentrificato quanto certe zone di LondraPer esempio in Brasile gli hipster vengono trafitti con di bambù.

Siamo usciti presto e ci siamo fatti portare in Taxi fino al centro del quartiere, dopodiché ci siamo spostati a piedi.

Sotto un sole assassino. E più di 30morte gradi. (l’unità di misura del caldo percepito)

La prima cosa da notare è che Santa Teresa ricorda un pò la zona alta di Savona, cioè tutta in salita.

45° di inclinazione a piedi

Chiaramente le decorazioni sono un poco più brasiliane di Savona.

bel giardino!

La nostra meta è stato il “parco de ruinas” una casa antica che ha ospitato svariati artisti e dopo la morte della proprietaria è stata poi acquistata dal comune ed adibita a museo!

Il panorama che si gode da questo punto merita la scarpinata per arrivarci (che non è poca).

In questa occasione il mio amico Massimo è finalmente riuscito a sperimentare un uso ragionevole del palo da selfie.

Selfie + mare = win

La prosecuzione naturale di Santa Teresa è l’adiacente quartiere di Lapa, dove si arriva scendendo a piedi attraverso ripidissime discese (o più comode strade se si va in auto).

riiiipido!

Queste discese ripidissime devono essere il paradiso degli skaters. Io mi limitato a tuffarmi nelle zone d’ombra per non sciogliermi.

Lapa è famosa perchè ha questa specie di ex-acquedotto in stile romano che ora viene usato per un tram a cremagliera che porta fino alla cima di Santa Teresa… ma che era in manutenzione, mannaggia la miseria maledetta.

l’avrei pure preso…

Massimo mi diceva che era famosa anche per la vita notturna anche se questo l’avrei scoperto solo molto più tardi.

Visto che dovevamo passare del tempo perchè l’ascesa al Cristo redentore era stata prenotata per le 16, abbiamo fatto un giro per Lapa.

Dopo aver preso un succo ristoratore (sempre sia lodato), abbiamo deciso di visitare la Cattedrale di Rio.

La Cattedrale è una struttura conica, opera di qualche architetto che era in vena di sadismo di massa. Infatti oltre ad aver fatto un giro interminabile per trovare l’entrata (sotto il sole a 30morte gradi).

La potete vedere dietro i palmizi

L’interno è imponente e per chi ha un barlume di fede è sicuramente una visione che ti pone di fronte all’immensità della fede di fronte al mistero della divinità.

Sicuramente originale!

Il problema è che la struttura è anche una specie di forno a convezione, con l’aria che fatica ad entrare anche se ci sono 4 entrate spalancate. Ho capito cosa prova la carbonella quando accendiamo il fuoco. Se l’anima esiste sicuramente è evaporata in questa occasione.

ospedale all’interno di lapa

Dopo un pò di giri abbiamo poi deciso che era venuta l’ora di andare al Cristo redentore, per cui abbiamo preso l’autobus.

Gli autobus di Rio (e forse nel resto del brasile)

Hanno alcune caratteristiche peculiari:

  • Non sai mai quando arrivano (e fin qua)
  • alcuni hanno l’aria condizionata (e costano di più), altri no (e vi lascio immaginare)
  • C’e’ il bigliettaio in ogni bus…
  • …che sblocca una specie di tornello quando hai pagato
  • …e paghi per scendere!
foto presa in rete, io non ci riuscivo a fare foto!

Non ho fatto foto, perchè

  • non mi fidavo a far vedere che avevo il mio seppur scassatissimo galaxy S3
  • ero impegnato a reggermi dove potevo, perchè i guidatori dei bus pensano di essere in Formula uno.

Ah, segnatevelo, a RIO non esistono forme di abbonamento per i mezzi urbani! Portevi sempre dietro del contante oppure comprate i biglietti alle fermate della metro, dove è disponibile un biglietto integrato metro+bus. Fine.

Cristo Redentore

Il nostro bus dopo aver vinto il gran premio del Brasile ci ha scaricati di fronte alla stazione del treno che porta al Cristo redentore.

Ebbene si, c’e’ una sorta di treno a cremagliera che scala la montagna su cui si trova la statua.  Ma siamo arrivati con un certo anticipo e visto che non c’era modo di partire con un treno precedente, abbiamo fatto una sosta nel parchetto adiacente, dove ci sono tutta una serie di murales fatti dai catechisti writers.

manga (nel senso del fumetto, non il frutto) Jesus

In corrispondenza del parchetto ho scovato quello che probabilmente è il luminoso angolo della vergogna dei Brasiliani: un ristorantino vegetariano. Non avevamo tempo di fare un pasto e comunque era strapieno, cosi’ ho preso un succo con ananas e mela che era meraviglioso. Se ne avete occasione provatelo, sembra delizioso.

Si chiama Prana

 L’ascensione La risalita

Quando finalmente è venuta l’ora abbiamo finalmente preso il Treno per risalire la montagna. La linea fa cinque fermate, per consentire a dei residenti di scendere/salire.

La zona intermedia è abitata, anche se a vedere quanto è fitta la foresta viene da chiedersi come si fa a stare in posto del genere senza crescere con un machete invece che un pallone da calcio.

ricrescita continua

Nel giro di una ventina di minuti si arriva in cima e lo spettacolo è (di nuovo) maestoso.

Il monte sovrasta tutta Rio e la visuale è davvero incredibile in un giorno sereno come quello che abbiamo avuto noi.

foto panoramica! (cliccate per ingrandire)

Sopra di noi torreggia la statua di JC, il figlio del Signore, che ti accoglie a braccia aperte come per dire “ehy fratello, qua siamo tutti amici! Armonia, tolleranza, amore e tutte queste cosine qua“. Anche se da dietro sembra Buddha.

kung fu jesus

Tutto bene? Giusto un dettaglio che…

In gennaio è estate in Brasile. Nello specifico è il periodo delle vacanze, per cui tutti i turisti (brasiliani ed internazionali) si danno appuntamento sul monte del Cristo per fare/farsi foto.

La zona di terrore assoluto

E’ come essere a Roma davanti al Colosseo per dire, solo che lo spazio è immensamente più limitato per cui la concentrazione di persone è terrificante.

Per uno come me che non sopporta gli assembramenti è molto stressante.

La zona di terrore assoluto è la balconata di fronte al Cristo: li si concentra la massa che vuole fare foto a Rio, che vuole fare foto al Cristo, che vuole fare fotomontaggi di loro che danno il cinque a JC, eccetera. Una legione romana di turisti armati di macchine fotografiche e cellulari.

“io non ci posso fare nulla”

La sera a Lapa

Terminata la visita, siamo scesi (aspettando il trenino, perchè ce ne sono solo due, uno che sale e uno che scende e si scambiano ad una delle stazioni) e ci siamo diretti a Lapa per fare una cena Brasiliana.

Lapa effettivamente di sera cambia, il caldo cala (leggermente), le persone escono da sotto le pietre e cominciano a bere e mangiare allegramente.

Chiaramente carne. Ottima ma sempre carne.

Chiaramente c’e’ sempre il rischio che qualcuno si faccia prendere la mano dal bere per cui c’e’ un sacco di polizia a piedi, in macchina e a cavallo.

Finita la cena, ci siamo organizzati per andare a Tijuca…

Tijuca! (che non è un insulto)

Puoi visitare il Brasile senza avere un assaggio di Samba ? Follia! Blasfemia!

Per cui Massimo ha organizzato per farmi sperimentare una delle più importanti scuole di Samba di Rio che non fosse in una zona pericolosa.

Il carnevale a Rio è come una guerra santa: i vari quartieri preparano lo scontro a suon di carri allegorici e samba per un intero anno. Poi si affrontano al carnevale di Rio, fanno un mese di ferie e riprendono a pianificare la sfilata dall’anno seguente.

Anche se il comune fornisce un fondo monetario alle varie scuole (dopotutto il carnevale attira una montagna di turisti), i soldi (si sa) non bastano mai, anche perchè dietro l’apparato produttivo non ci sono solo quelli che sfilano, ma ci sono anche sarte, artigiani, cuoche fanno la fagiolata brasiliana, ecc.

Quindi le varie scuole organizzano delle serate di raccolta fondi, dove i loro hooligans e i turisti, possono gustare vari tipi di prove legate alla sfilata… e bere fino a stramazzare, perchè bevendo aiuti a finanziare la tua scuola. Una win-drink-win situation.

Il taxi per arrivare

Se i bus pensano di essere in formula uno, i tassisti brasiliani la sera del sabato pensano di essere sullo space shuttle.

In compenso ho avuto la prima idea di quanto sia pervasiva nella cultura brasiliana, la cosiddetta “novella” ovvero la telenovela Impèrio di cui vi ho parlato.

per non perdere nemmeno un episodio!

Tre momenti ben definiti

Potrei aver dimenticato qualcosa ma siamo arrivati che era quasi mezzanotte e sono andati avanti per due ore.

Per prima cosa abbiamo sperimentato la potenza della “batteria di samba”.

Una batteria di Samba non è un insieme di pentole (anche se potrebbero farne parte) e non è nemmeno un accumulatore di elettricità.

E’ un insieme di (circa) 500.000 strumenti musicali che suonano all’unisono, come se dovessero svegliare gli abitanti dall’altra parte del pianeta.

Poi ci sono state due esibizioni di coppie di “portabandiera e maestro di sala“. Una coppia era “senior” quelli che poi si sarebbero esibiti durante la sfilata, l’altra era di “junior” che essendo ragazzi erano probabilmente stati introdotti ai fans della scuola.

Esibizione dei senior (con la bandiera), il ragazzino con la casacca bianca e la ragazza con il bustino grigio erano i juniors.

In generale tutta la gente ballava, cantava la canzone ufficiale della sfilata (armonia, amore, libertà, tijuca, allegria, tijuca, eccetera). E giù lagrime brasiliane durante l’esibizione con la bandiera.

La commozione era davvero a livelli altissimi, anche la regina della batteria era una fontana pur mantenendo il suo sorriso smagliante.

A proposito della regina della batteria

Ogni scuola di samba nomina una “regina” che avrà il compito di rappresentare la batteria durante la sfilata. E’ un ruolo IMPORTANTISSIMO infatti quasi tutte sono attrici o modelle. E sono gnocche.

sorriso smagliante in confezione di ferrero rocher

Ok durante questa serata la regina era vestita come un ferrero roché. Poi scrivendo questo post, immaginando l’interesse dei miei 5 lettori sono andato a cercare qualche immagine di riferimento.

ok era sulla copertina di playboy… cosa vuoi che sia

Per la sfilata ha rinunciato al tubino di ferrero rochè per un più sobrio..

una cosina proprio...
una cosina proprio…

…alcuni milioni di cristalli e 800 penne di pavone albino. Praticamente hanno estinto una specie per questo vestito.

A proposito delle brasiliane

La mia teoria è che le brasiliane davvero gnocche vengano tenute prigioniere dalle scuole di samba e liberate durante il carnevale.

Il problema grosso (o grasso) è che in questo paese l’alimentazione è fuori controllo, per cui le persone mangiano in maniera disordinata, friggendo tutto, mangiando poche verdure e troppi grassi e carboidrati.

E diverse analisi internazionali dicono che è la seconda nazione per percentuale di obesi dopo gli USA!

Ed è un peccato considerando che hanno la possibilità di coltivare un sacco di varietà di verdure e hanno già un patrimonio di frutti deliziosi e salutari!

Verso le due..

…le prove erano terminate, piedi, gambe e schiena chiedevano perdono, non perchè avessi ballato (o sambato) ma semplicemente perchè ero stato in piedi a visionare il tutto.

Ho supplicato Massimo di tornare indietro e finalmente siamo tornati in hotel. Purtroppo era troppo tardi per un succo di frutta quindi sono andato a dormire con un poco di insoddisfazione.

La partenza, ciao Rio!

Il giorno dopo ci siamo diretti (dopo una ultima sontuosa colazione) all’aeroporto dei voli interni (Santos Dumont), alla volta di Navegantes (l’aeroporto di Blumenau), con una piccola sosta in uno degli aeroporti di San Paolo.

Rio ci ha salutato cosi’:

Pan di zucchero visto dall’alto

… ma il prossimo capitolo è destinato ad un nuovo giorno!

 

 

 

 

 

 

 

Rio Rio Rio, il secondo interminabile giorno (parte seconda)

Salve ai soliti lettori, oramai mi perdonerete di default anche se vi scrivo ad un mese di distanza dagli avvenimenti, ma non vi preccupate perchè:

  • dopo Rio ci siamo calmati e non è successo molto
  • ho un backup delle foto su Google che mi ricordano (grazie alla data cosa è successo.

Inoltre nella sera in cui vi scrivo (17 febbraio) è in pieno svolgimento il carnevale, quindi sono giorni particolari.

Diamo inizio alla narrazione della seconda interminabile giornata

Come avevo accennato nella prima parte, avevamo deciso di andare a visitare una delle attrazioni caratteristiche di Rio, ovvero il Monte Pan di Zucchero.

Il Pan di Zucchero è una delle attrazioni caratteristiche perchè

  • Sono due grosse rocce nella baia di Rio
  • E’ possibile arrivare in cima ad entrambe con una doppia funivia.
  • è un parco nazionale con un suo piccolo ecosistema
  • ci sono dei punti di ristoro in cima i cui prezzi sono (ovviamente) più alti della media
Discesa nell'ecosistema. Il problema è risalire.
Discesa nell’ecosistema. Il problema è risalire.

Ci sono una serie di punti dove si possono fare delle foto spettacolari alla baia…

…ma il vero momento catartico è il tramonto, che vi consiglio di attendere (mi pare che l’ultima discesa sia stata alle 19).

fucking awesome Dusk in Rio!

persino io vengo bene in foto con questa luce!

paura!

Ovviamente non sarà facile accaparrarvi un posto

Questo (gennaio-febbraio) periodo è estate per i brasiliani, che essendo in vacanza vengono a visitare Rio.

In cima al Pan di Azucar non c’e’ posto infinito, quindi ci sono assembramenti (comunque tranquilli) sui posti migliori: nella foto non si vede, ma c’erano attorno almeno 12-13 persone.

Ne vale comunque la pena.

..a fire in the sky..

Scesi dal pan di azucar ci siamo diretti a cena

Su consiglio di alcuni amici del mio amico Massimo siamo andati in un ristorante dove si mangiava pesce.

Finalmente pesce” , io lo adoro in varie forme (tranne i mitili come è noto) e da quando ero partito dall’italia non avevo avuto modo di mangiarlo se non in forma di polpettine di merluzzo: troppo poco per la mia abitudine.

Prima di partire per il pan di azucar abbiamo controllato su Tripadvisor, che effettivamente confermava la qualità del locale. Diceva anche che era di forma particolare… per evitare problemi abbiamo prenotato un tavolo per due.

Il ristorante Albamar

Effettivamente è uno dei 100 posti dove mangiare a Rio (è il numero 89 ma in mezzo ci sono anche gelaterie…).

Lo sappiamo tutti che Tripadvisor non è sempre affidabile, ma in questo caso si trattava quasi di un plebiscito…

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Pensavamo che ci sarebbe stata la fila per mangiare in un posto cosi’ blasonato, invece …eravamo solo in tre tavoli!

Il posto non è enorme, ci saranno 40 coperti in tutto.

La cosa più particolare è che è costruito dentro una specie di vecchio faro e la sala da pranzo è al secondo piano! (link google mappe)

davvero spettacolare!
davvero spettacolare!

Il cibo è eccezionale ed il prezzo per noi europei è una bazzecola. Il mio amico ha preso 6 ostriche, io invece vero pesce.

Antipastini di pesce
Mix di pesce grigliato, delizioso
Non mi ricordo cosa è ma era commovente

Avremo speso 30 euro a testa!

Se ne avete occasione, andateci a pranzo, la visuale del porto deve essere splendida, di notte invece si vede poche luci e basta!

Per concludere in dolcezza…

Succo prima di andare a dormire: prismatic wall of frutta!!

Per questo episodio è tutto, vi aspetto per il terzo (e ultimo) infernale giorno a Rio, dove ho avuto modo di interloquire con i santi…

Con lui in particolare…

Rio Rio Rio: il secondo interminabile giorno (parte prima)

Bentornati!

Il giorno successivo ci siamo alzati ad un’ora normale (8,30-9) e siamo andati a fare colazione.

Ovviamente le tre ore in meno rispetto all’italia si sono fatte sentire, alle 7 di mattina ero già in dormiveglia nonostante la fatica accumulata.

Devo dire che la sorpresa più deliziosa è stata scoprire che c’erano i “pão de quejio” (panini al formaggio) a disposizione nel buffet oltre che ad una corposa razione di vari frutti.

L’obiettivo della giornata era quello di pianificare il giorno corrente e quello successivo, ovvero la visita immancabile al Cristo Redentore e poi il quartiere di Santa Teresa. 

Nel frattempo ci siamo spostati in centro nella zona del quartiere Botafogo e oltre al banchetto delle informazioni abbiamo visitato la chiesa chiamata “Igreja de Nossa Senhora da Candelária“.

Igreja de Nossa Senhora da Candelária

I banchetti delle informazioni di Rio

Meritano un paragrafetto, anche solo per l’impegno.

Quasi sempre ci sono ragazzi che passano la giornata in questi banchetti, non hanno l’aria condizionata hanno solamente un ventilatore, sono aperti da tutti i lati.

Io sinceramente sarei finito cremato, quindi onore alla resistenza al calore e comunque sono sempre gentili e disponibili.

Ci hanno dato anche delle mappe cartacee, che non l’avrei mai detto, ma funzionano benissimo! Non richiedono corrente e non smettono di funzionare anche in condizioni estreme (tipo che le tieni nella tasca posteriore dei pantaloni sudati).

Grazie al chioschetto abbiamo anche prenotato il biglietto per il trenino del Cristo redentore del giorno dopo, ma non voglio spoilerare troppo perchè sarà argomento di un altro post.

Terminate queste prenotazioni abbiamo deciso di visitare un posto di gozzoviglia per uno snack: la pasticceria Colombo.

La Confetaira Colombo è …

una specie di rolls royce delle pasticcerie, anche per gli standard europei.

L’aggettivo “Bohemienne” è a malapena appropriato: il posto esiste dal 1894 (e se ne vanta), fa dolci e salatini di vario genere, ci sono specchi ovunque, ha due piani di tavoli. C’e’ da restare a bocca aperta, almeno io sono stato colto di sorpresa, perchè da fuori non lo diresti che dentro c’e’ questa cattedrale del gusto.

da morirne…

E’ CARA per gli standard brasiliani, ma è anche un posto prestigioso, come mangiare davanti al Duomo a Milano. Se i prezzi li trasformate in euro vi fate una risata e vi ammazzate di zuccheri e trigliceridi, tipo come andare in Sicilia.

Ecco, tipo, avete presente?

Se vi ho stimolato, eccovi il sito!

Altre cose bizzarre in ordine sparso

Un posto dove ci siamo fermati a prendere il “santo succo di frutta” esponeva anche un listino in cui preparava yakisoba!! 

Se da milano prendete la “linea rossa” e scendete alla stazione “Uruguay“, se prendete l’uscita giusta potete trovarvi a Rio de Janeiro invece che in zona Viale del Ghisallo.

dovete camminare un pochettino…

In spiaggia a Copacabana

dopo aver fatto questi gironzolamenti abbiamo pianificato di andare nel tardo pomeriggio a fare il giro sul “monte pan di zucchero“, con l’intenzione di vedere da li il tramonto sopra la città. Abbiamo anche prenotato una cena a base di pesce in un ristorante che ci era stato consigliato da un amico di Massimo.

Insomma il piano era così perfetto che… ma non spoileriamo.

Visto che c’era ancora tempo ci siamo detti “andiamo a fare il bagno a Copacabana!“, perchè la sera prima c’eravamo stati ma solamente a bagnare i piedi perchè non avevamo asciugamani e costume addosso.

Quindi ci siamo diretti verso le due del pomeriggio (mi pare) a fare questo bagno.

A parte il fatto che faceva caldissimo e sono miracolosamente riuscito a ustionarmi (poco), ho notato alcune cose interessanti che ora vi elenco:

  • Le spiagge sono sorvegliatissime, nel senso che è meglio farsi furbi e non portare in giro orologi, catenine, smartphone e oggetti personali che potrebbero restare attaccati alle mani. Comunque la sorveglianza è intensa, anche gli ambulanti hanno il pos portatile, anche quelli che ti vendono il formaggio su stecco fatto alla griglia.
  • Ovviamente essendo solo in due e volendo farci entrambi il bagno siamo andati con il solo costume e maglia.
  • La spiaggia è rovente: una cosa furbissima che viene fatta è di stendere un tubo “sforacchiato”, dove viene fatta circolare acqua fresca con un motorino a benzina. L’acqua crea una specie di sentiero umido dove si può camminare senza fare la prova di fede.
Rio: dove non c’e’ il tubo con l’acqua
  • La spiaggia è super sabbiosa! Cioè non come a riccione o in versilia, ci sono decine di metri dalla marciapiede bordostrada fino ad arrivare al mare. Probabilmente solo a Copacabana c’e’ la sabbia di 4 Ligurie. (peccato manchi la fugassa)
  • Ed è completamente gratuita, se uno vuole si noleggia sedie e ombrelloni, ma si sistema dove vuole.
  • Se uno vuole camminare può passare da Copacabana ad Ipanema, che però appartiene alla ragazza di Ipanema e quindi si deve chiedere il permesso a lei però non abbiamo visitato. Sono comunque 3-4 km sotto il sole. Sapevatelo, non mi assumo responsabilità.

Non sono sicuro della sequenza degli avvenimenti perchè abbiamo lasciato i cellulari in hotel e quindi potrei essermi inventato tutto! AHAHAAH!

Per questa prima parte del secondo giorno è tutto, nel prossimo post parleremo della funivia di Rio e del ristorante di peixe, anzi pesce.

ma gli sci non vi serviranno.

Rio Rio Rio (parte 2): un giorno fottutamente lungo

Buonasera o buongiorno a tutti!

Riprendiamo la narrazione in un punto specifico, ovvero il pomeriggio del primo giorno (15 gennaio 2015).

Una persona sana di mente direbbe “stai in hotel, hai fatto praticamente una tirata unica per arrivare a Rio, dormitela, salva su disco e passa al capitolo successivo dell’avventura”. Ma noi non siamo sani di mente, per cui dopo la visita alla spiaggia, si decide di andare a visitare il Giardino botanico.

Il giardino botanico di Rio è fighissimo

Ci sono piante tropicali di tutti i tipi, scimiette che girano libere, palme e cocchi incredibilmente alti. Fantastico.

Le cose che non vanno bene del giardino botanico

  • Arrivarci è fottutamente lungo, bisogna prendere prima la metro per arrivare alla stazione Botafogo e poi dobbiamo prendere l’autobus. E fa caldo.
  • E’ Estate, ci sono 35 gradi. Per chi arriva dall’inverno è una discreta mazzata
  • Non riesco a mettere le scarpe (ho ancora i piedi un po’ gonfi dal viaggio e dal fatto che le scarpe sono nuove) per cui metto le ciabatte. Compagne di viaggi, che però sono alla frutta a livello di plantare: non è esattamente una camminata esaltante.
  • Ci sono fontanelle nel parco, ma quasi sempre sono calde a causa del sole. Rapidamente e a seconda dell’ombra vengono classificate con due tipi di erogazione: Acqua calda e Acqua meno calda.
  • Il ritorno è egualmente infernale: tornare alla fermata del bus è annichilente, l’attesa sotto il sole è egualmente una tortura infernale. In quel frangente però scopro una delle figate del brasile, cioè i “succhi”.

I succhi brasiliani

Una meravigliosa invenzione: i succhi sono frullati di frutta fresca con ghiaccio, senza zucchero aggiunto.

E’ amore a primo palato, una vera e propria droga che provoca un’estasi meravigliosa, sopratutto per chi è stato preso a cazzotti in testa dal sole.

Credo che il mio frullato sia stato a base di açai (pronunciato “asaì”) che è un anti ossidante spaventosamente efficace. Non c’e’ una foto perchè l’ho aspirato come se fosse cocaina. Vi metto comunque una foto trovata in internet perchè era identico.

Succo di Acai

A questo punto sarai andato a dormire no?

No. Dopo una breve pennichella e una lunga doccia, siamo andati a cena in un ristorante sul lungomare, che a quanto pare è chiuso a pranzo perchè alla sera fa già abbastanza soldi.

Abbiamo mangiato polpettine di “Bacalaho” (cioè baccalà) e “escondidinho di camarao”.  L’escondidinho, cioè il nascondino, è una specie di tortino di patate con un ripieno di “cose”. In questo caso gamberetti (Camarao). Viene infine messo in cima uno strato di formaggio morbido (requejiao) che diventa una crosticina durante la cottura in forno.

Strepitosi! Ricordano gli “gnocchi alla romana”!

baccalao

 

Escondidinho con gamberetti

Attenzione comunque alla temperatura, perchè viene cotto nei forni di monte Fāto.

Poi finalmente è arrivata la notte, ma non prima di prendere un bicchiere di cachaça invecchiata per concludere.

Cachaça!

E quindi siamo andati finalmente a dormire!

Fine parte due!!

…e che non ha voglia di fermarsi, per ora.

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