Il terzo massacrante giorno a Rio de Janeiro

Salve a tutti!

Se per caso vi foste persi le parti precedenti, potete partire dall’inizio. Oppure all’inizio del secondo giorno a Rio.

Se fossi uno scrittore, dovrei probabilmente iniziare con una prosa al passato tipo “Il terzo giorno avrebbe messo alla prova la mia resistenza…“. Ma io mi occupo di marketing, quindi accontentevi di quello che viene fuori dalla tastiera.

Il terzo giorno era la vera prova

No per davvero. Nel terzo giorno avevamo concentrato alcune delle attività più intense, nell’ordine.

  • Visita al quartiere di Santa Teresa
  • Salita al “Cristo redentore”
  • Cena nel quartiere di Lapa.
  • Visita alla scuola di samba di Tijuca per vedere le “prove della batteria

Andiamo per ordine.

Era Sabato, quindi in giro c’era un ventesimo della gente degli altri giorni. Un deserto godibile insomma.

non so che museo o teatro fosse, sorry

Santa Teresa

Santa Teresa è un vecchio quartiere un pò bohémienne di Rio. Era una zona di lavoratori nel passato ed è centralissimo, ora che la città si è rinnovata il quartiere è diventato una zona particolare, dove vanno a vivere persone di alto reddito, ma non si è gentrificato quanto certe zone di LondraPer esempio in Brasile gli hipster vengono trafitti con di bambù.

Siamo usciti presto e ci siamo fatti portare in Taxi fino al centro del quartiere, dopodiché ci siamo spostati a piedi.

Sotto un sole assassino. E più di 30morte gradi. (l’unità di misura del caldo percepito)

La prima cosa da notare è che Santa Teresa ricorda un pò la zona alta di Savona, cioè tutta in salita.

45° di inclinazione a piedi

Chiaramente le decorazioni sono un poco più brasiliane di Savona.

bel giardino!

La nostra meta è stato il “parco de ruinas” una casa antica che ha ospitato svariati artisti e dopo la morte della proprietaria è stata poi acquistata dal comune ed adibita a museo!

Il panorama che si gode da questo punto merita la scarpinata per arrivarci (che non è poca).

In questa occasione il mio amico Massimo è finalmente riuscito a sperimentare un uso ragionevole del palo da selfie.

Selfie + mare = win

La prosecuzione naturale di Santa Teresa è l’adiacente quartiere di Lapa, dove si arriva scendendo a piedi attraverso ripidissime discese (o più comode strade se si va in auto).

riiiipido!

Queste discese ripidissime devono essere il paradiso degli skaters. Io mi limitato a tuffarmi nelle zone d’ombra per non sciogliermi.

Lapa è famosa perchè ha questa specie di ex-acquedotto in stile romano che ora viene usato per un tram a cremagliera che porta fino alla cima di Santa Teresa… ma che era in manutenzione, mannaggia la miseria maledetta.

l’avrei pure preso…

Massimo mi diceva che era famosa anche per la vita notturna anche se questo l’avrei scoperto solo molto più tardi.

Visto che dovevamo passare del tempo perchè l’ascesa al Cristo redentore era stata prenotata per le 16, abbiamo fatto un giro per Lapa.

Dopo aver preso un succo ristoratore (sempre sia lodato), abbiamo deciso di visitare la Cattedrale di Rio.

La Cattedrale è una struttura conica, opera di qualche architetto che era in vena di sadismo di massa. Infatti oltre ad aver fatto un giro interminabile per trovare l’entrata (sotto il sole a 30morte gradi).

La potete vedere dietro i palmizi

L’interno è imponente e per chi ha un barlume di fede è sicuramente una visione che ti pone di fronte all’immensità della fede di fronte al mistero della divinità.

Sicuramente originale!

Il problema è che la struttura è anche una specie di forno a convezione, con l’aria che fatica ad entrare anche se ci sono 4 entrate spalancate. Ho capito cosa prova la carbonella quando accendiamo il fuoco. Se l’anima esiste sicuramente è evaporata in questa occasione.

ospedale all’interno di lapa

Dopo un pò di giri abbiamo poi deciso che era venuta l’ora di andare al Cristo redentore, per cui abbiamo preso l’autobus.

Gli autobus di Rio (e forse nel resto del brasile)

Hanno alcune caratteristiche peculiari:

  • Non sai mai quando arrivano (e fin qua)
  • alcuni hanno l’aria condizionata (e costano di più), altri no (e vi lascio immaginare)
  • C’e’ il bigliettaio in ogni bus…
  • …che sblocca una specie di tornello quando hai pagato
  • …e paghi per scendere!
foto presa in rete, io non ci riuscivo a fare foto!

Non ho fatto foto, perchè

  • non mi fidavo a far vedere che avevo il mio seppur scassatissimo galaxy S3
  • ero impegnato a reggermi dove potevo, perchè i guidatori dei bus pensano di essere in Formula uno.

Ah, segnatevelo, a RIO non esistono forme di abbonamento per i mezzi urbani! Portevi sempre dietro del contante oppure comprate i biglietti alle fermate della metro, dove è disponibile un biglietto integrato metro+bus. Fine.

Cristo Redentore

Il nostro bus dopo aver vinto il gran premio del Brasile ci ha scaricati di fronte alla stazione del treno che porta al Cristo redentore.

Ebbene si, c’e’ una sorta di treno a cremagliera che scala la montagna su cui si trova la statua.  Ma siamo arrivati con un certo anticipo e visto che non c’era modo di partire con un treno precedente, abbiamo fatto una sosta nel parchetto adiacente, dove ci sono tutta una serie di murales fatti dai catechisti writers.

manga (nel senso del fumetto, non il frutto) Jesus

In corrispondenza del parchetto ho scovato quello che probabilmente è il luminoso angolo della vergogna dei Brasiliani: un ristorantino vegetariano. Non avevamo tempo di fare un pasto e comunque era strapieno, cosi’ ho preso un succo con ananas e mela che era meraviglioso. Se ne avete occasione provatelo, sembra delizioso.

Si chiama Prana

 L’ascensione La risalita

Quando finalmente è venuta l’ora abbiamo finalmente preso il Treno per risalire la montagna. La linea fa cinque fermate, per consentire a dei residenti di scendere/salire.

La zona intermedia è abitata, anche se a vedere quanto è fitta la foresta viene da chiedersi come si fa a stare in posto del genere senza crescere con un machete invece che un pallone da calcio.

ricrescita continua

Nel giro di una ventina di minuti si arriva in cima e lo spettacolo è (di nuovo) maestoso.

Il monte sovrasta tutta Rio e la visuale è davvero incredibile in un giorno sereno come quello che abbiamo avuto noi.

foto panoramica! (cliccate per ingrandire)

Sopra di noi torreggia la statua di JC, il figlio del Signore, che ti accoglie a braccia aperte come per dire “ehy fratello, qua siamo tutti amici! Armonia, tolleranza, amore e tutte queste cosine qua“. Anche se da dietro sembra Buddha.

kung fu jesus

Tutto bene? Giusto un dettaglio che…

In gennaio è estate in Brasile. Nello specifico è il periodo delle vacanze, per cui tutti i turisti (brasiliani ed internazionali) si danno appuntamento sul monte del Cristo per fare/farsi foto.

La zona di terrore assoluto

E’ come essere a Roma davanti al Colosseo per dire, solo che lo spazio è immensamente più limitato per cui la concentrazione di persone è terrificante.

Per uno come me che non sopporta gli assembramenti è molto stressante.

La zona di terrore assoluto è la balconata di fronte al Cristo: li si concentra la massa che vuole fare foto a Rio, che vuole fare foto al Cristo, che vuole fare fotomontaggi di loro che danno il cinque a JC, eccetera. Una legione romana di turisti armati di macchine fotografiche e cellulari.

“io non ci posso fare nulla”

La sera a Lapa

Terminata la visita, siamo scesi (aspettando il trenino, perchè ce ne sono solo due, uno che sale e uno che scende e si scambiano ad una delle stazioni) e ci siamo diretti a Lapa per fare una cena Brasiliana.

Lapa effettivamente di sera cambia, il caldo cala (leggermente), le persone escono da sotto le pietre e cominciano a bere e mangiare allegramente.

Chiaramente carne. Ottima ma sempre carne.

Chiaramente c’e’ sempre il rischio che qualcuno si faccia prendere la mano dal bere per cui c’e’ un sacco di polizia a piedi, in macchina e a cavallo.

Finita la cena, ci siamo organizzati per andare a Tijuca…

Tijuca! (che non è un insulto)

Puoi visitare il Brasile senza avere un assaggio di Samba ? Follia! Blasfemia!

Per cui Massimo ha organizzato per farmi sperimentare una delle più importanti scuole di Samba di Rio che non fosse in una zona pericolosa.

Il carnevale a Rio è come una guerra santa: i vari quartieri preparano lo scontro a suon di carri allegorici e samba per un intero anno. Poi si affrontano al carnevale di Rio, fanno un mese di ferie e riprendono a pianificare la sfilata dall’anno seguente.

Anche se il comune fornisce un fondo monetario alle varie scuole (dopotutto il carnevale attira una montagna di turisti), i soldi (si sa) non bastano mai, anche perchè dietro l’apparato produttivo non ci sono solo quelli che sfilano, ma ci sono anche sarte, artigiani, cuoche fanno la fagiolata brasiliana, ecc.

Quindi le varie scuole organizzano delle serate di raccolta fondi, dove i loro hooligans e i turisti, possono gustare vari tipi di prove legate alla sfilata… e bere fino a stramazzare, perchè bevendo aiuti a finanziare la tua scuola. Una win-drink-win situation.

Il taxi per arrivare

Se i bus pensano di essere in formula uno, i tassisti brasiliani la sera del sabato pensano di essere sullo space shuttle.

In compenso ho avuto la prima idea di quanto sia pervasiva nella cultura brasiliana, la cosiddetta “novella” ovvero la telenovela Impèrio di cui vi ho parlato.

per non perdere nemmeno un episodio!

Tre momenti ben definiti

Potrei aver dimenticato qualcosa ma siamo arrivati che era quasi mezzanotte e sono andati avanti per due ore.

Per prima cosa abbiamo sperimentato la potenza della “batteria di samba”.

Una batteria di Samba non è un insieme di pentole (anche se potrebbero farne parte) e non è nemmeno un accumulatore di elettricità.

E’ un insieme di (circa) 500.000 strumenti musicali che suonano all’unisono, come se dovessero svegliare gli abitanti dall’altra parte del pianeta.

Poi ci sono state due esibizioni di coppie di “portabandiera e maestro di sala“. Una coppia era “senior” quelli che poi si sarebbero esibiti durante la sfilata, l’altra era di “junior” che essendo ragazzi erano probabilmente stati introdotti ai fans della scuola.

Esibizione dei senior (con la bandiera), il ragazzino con la casacca bianca e la ragazza con il bustino grigio erano i juniors.

In generale tutta la gente ballava, cantava la canzone ufficiale della sfilata (armonia, amore, libertà, tijuca, allegria, tijuca, eccetera). E giù lagrime brasiliane durante l’esibizione con la bandiera.

La commozione era davvero a livelli altissimi, anche la regina della batteria era una fontana pur mantenendo il suo sorriso smagliante.

A proposito della regina della batteria

Ogni scuola di samba nomina una “regina” che avrà il compito di rappresentare la batteria durante la sfilata. E’ un ruolo IMPORTANTISSIMO infatti quasi tutte sono attrici o modelle. E sono gnocche.

sorriso smagliante in confezione di ferrero rocher

Ok durante questa serata la regina era vestita come un ferrero roché. Poi scrivendo questo post, immaginando l’interesse dei miei 5 lettori sono andato a cercare qualche immagine di riferimento.

ok era sulla copertina di playboy… cosa vuoi che sia

Per la sfilata ha rinunciato al tubino di ferrero rochè per un più sobrio..

una cosina proprio...
una cosina proprio…

…alcuni milioni di cristalli e 800 penne di pavone albino. Praticamente hanno estinto una specie per questo vestito.

A proposito delle brasiliane

La mia teoria è che le brasiliane davvero gnocche vengano tenute prigioniere dalle scuole di samba e liberate durante il carnevale.

Il problema grosso (o grasso) è che in questo paese l’alimentazione è fuori controllo, per cui le persone mangiano in maniera disordinata, friggendo tutto, mangiando poche verdure e troppi grassi e carboidrati.

E diverse analisi internazionali dicono che è la seconda nazione per percentuale di obesi dopo gli USA!

Ed è un peccato considerando che hanno la possibilità di coltivare un sacco di varietà di verdure e hanno già un patrimonio di frutti deliziosi e salutari!

Verso le due..

…le prove erano terminate, piedi, gambe e schiena chiedevano perdono, non perchè avessi ballato (o sambato) ma semplicemente perchè ero stato in piedi a visionare il tutto.

Ho supplicato Massimo di tornare indietro e finalmente siamo tornati in hotel. Purtroppo era troppo tardi per un succo di frutta quindi sono andato a dormire con un poco di insoddisfazione.

La partenza, ciao Rio!

Il giorno dopo ci siamo diretti (dopo una ultima sontuosa colazione) all’aeroporto dei voli interni (Santos Dumont), alla volta di Navegantes (l’aeroporto di Blumenau), con una piccola sosta in uno degli aeroporti di San Paolo.

Rio ci ha salutato cosi’:

Pan di zucchero visto dall’alto

… ma il prossimo capitolo è destinato ad un nuovo giorno!

 

 

 

 

 

 

 

Rio Rio Rio, il secondo interminabile giorno (parte seconda)

Salve ai soliti lettori, oramai mi perdonerete di default anche se vi scrivo ad un mese di distanza dagli avvenimenti, ma non vi preccupate perchè:

  • dopo Rio ci siamo calmati e non è successo molto
  • ho un backup delle foto su Google che mi ricordano (grazie alla data cosa è successo.

Inoltre nella sera in cui vi scrivo (17 febbraio) è in pieno svolgimento il carnevale, quindi sono giorni particolari.

Diamo inizio alla narrazione della seconda interminabile giornata

Come avevo accennato nella prima parte, avevamo deciso di andare a visitare una delle attrazioni caratteristiche di Rio, ovvero il Monte Pan di Zucchero.

Il Pan di Zucchero è una delle attrazioni caratteristiche perchè

  • Sono due grosse rocce nella baia di Rio
  • E’ possibile arrivare in cima ad entrambe con una doppia funivia.
  • è un parco nazionale con un suo piccolo ecosistema
  • ci sono dei punti di ristoro in cima i cui prezzi sono (ovviamente) più alti della media
Discesa nell'ecosistema. Il problema è risalire.
Discesa nell’ecosistema. Il problema è risalire.

Ci sono una serie di punti dove si possono fare delle foto spettacolari alla baia…

…ma il vero momento catartico è il tramonto, che vi consiglio di attendere (mi pare che l’ultima discesa sia stata alle 19).

fucking awesome Dusk in Rio!

persino io vengo bene in foto con questa luce!

paura!

Ovviamente non sarà facile accaparrarvi un posto

Questo (gennaio-febbraio) periodo è estate per i brasiliani, che essendo in vacanza vengono a visitare Rio.

In cima al Pan di Azucar non c’e’ posto infinito, quindi ci sono assembramenti (comunque tranquilli) sui posti migliori: nella foto non si vede, ma c’erano attorno almeno 12-13 persone.

Ne vale comunque la pena.

..a fire in the sky..

Scesi dal pan di azucar ci siamo diretti a cena

Su consiglio di alcuni amici del mio amico Massimo siamo andati in un ristorante dove si mangiava pesce.

Finalmente pesce” , io lo adoro in varie forme (tranne i mitili come è noto) e da quando ero partito dall’italia non avevo avuto modo di mangiarlo se non in forma di polpettine di merluzzo: troppo poco per la mia abitudine.

Prima di partire per il pan di azucar abbiamo controllato su Tripadvisor, che effettivamente confermava la qualità del locale. Diceva anche che era di forma particolare… per evitare problemi abbiamo prenotato un tavolo per due.

Il ristorante Albamar

Effettivamente è uno dei 100 posti dove mangiare a Rio (è il numero 89 ma in mezzo ci sono anche gelaterie…).

Lo sappiamo tutti che Tripadvisor non è sempre affidabile, ma in questo caso si trattava quasi di un plebiscito…

Screenshot 2015-02-17 01.48.33

Pensavamo che ci sarebbe stata la fila per mangiare in un posto cosi’ blasonato, invece …eravamo solo in tre tavoli!

Il posto non è enorme, ci saranno 40 coperti in tutto.

La cosa più particolare è che è costruito dentro una specie di vecchio faro e la sala da pranzo è al secondo piano! (link google mappe)

davvero spettacolare!
davvero spettacolare!

Il cibo è eccezionale ed il prezzo per noi europei è una bazzecola. Il mio amico ha preso 6 ostriche, io invece vero pesce.

Antipastini di pesce
Mix di pesce grigliato, delizioso
Non mi ricordo cosa è ma era commovente

Avremo speso 30 euro a testa!

Se ne avete occasione, andateci a pranzo, la visuale del porto deve essere splendida, di notte invece si vede poche luci e basta!

Per concludere in dolcezza…

Succo prima di andare a dormire: prismatic wall of frutta!!

Per questo episodio è tutto, vi aspetto per il terzo (e ultimo) infernale giorno a Rio, dove ho avuto modo di interloquire con i santi…

Con lui in particolare…

Rio Rio Rio: il secondo interminabile giorno (parte prima)

Bentornati!

Il giorno successivo ci siamo alzati ad un’ora normale (8,30-9) e siamo andati a fare colazione.

Ovviamente le tre ore in meno rispetto all’italia si sono fatte sentire, alle 7 di mattina ero già in dormiveglia nonostante la fatica accumulata.

Devo dire che la sorpresa più deliziosa è stata scoprire che c’erano i “pão de quejio” (panini al formaggio) a disposizione nel buffet oltre che ad una corposa razione di vari frutti.

L’obiettivo della giornata era quello di pianificare il giorno corrente e quello successivo, ovvero la visita immancabile al Cristo Redentore e poi il quartiere di Santa Teresa. 

Nel frattempo ci siamo spostati in centro nella zona del quartiere Botafogo e oltre al banchetto delle informazioni abbiamo visitato la chiesa chiamata “Igreja de Nossa Senhora da Candelária“.

Igreja de Nossa Senhora da Candelária

I banchetti delle informazioni di Rio

Meritano un paragrafetto, anche solo per l’impegno.

Quasi sempre ci sono ragazzi che passano la giornata in questi banchetti, non hanno l’aria condizionata hanno solamente un ventilatore, sono aperti da tutti i lati.

Io sinceramente sarei finito cremato, quindi onore alla resistenza al calore e comunque sono sempre gentili e disponibili.

Ci hanno dato anche delle mappe cartacee, che non l’avrei mai detto, ma funzionano benissimo! Non richiedono corrente e non smettono di funzionare anche in condizioni estreme (tipo che le tieni nella tasca posteriore dei pantaloni sudati).

Grazie al chioschetto abbiamo anche prenotato il biglietto per il trenino del Cristo redentore del giorno dopo, ma non voglio spoilerare troppo perchè sarà argomento di un altro post.

Terminate queste prenotazioni abbiamo deciso di visitare un posto di gozzoviglia per uno snack: la pasticceria Colombo.

La Confetaira Colombo è …

una specie di rolls royce delle pasticcerie, anche per gli standard europei.

L’aggettivo “Bohemienne” è a malapena appropriato: il posto esiste dal 1894 (e se ne vanta), fa dolci e salatini di vario genere, ci sono specchi ovunque, ha due piani di tavoli. C’e’ da restare a bocca aperta, almeno io sono stato colto di sorpresa, perchè da fuori non lo diresti che dentro c’e’ questa cattedrale del gusto.

da morirne…

E’ CARA per gli standard brasiliani, ma è anche un posto prestigioso, come mangiare davanti al Duomo a Milano. Se i prezzi li trasformate in euro vi fate una risata e vi ammazzate di zuccheri e trigliceridi, tipo come andare in Sicilia.

Ecco, tipo, avete presente?

Se vi ho stimolato, eccovi il sito!

Altre cose bizzarre in ordine sparso

Un posto dove ci siamo fermati a prendere il “santo succo di frutta” esponeva anche un listino in cui preparava yakisoba!! 

Se da milano prendete la “linea rossa” e scendete alla stazione “Uruguay“, se prendete l’uscita giusta potete trovarvi a Rio de Janeiro invece che in zona Viale del Ghisallo.

dovete camminare un pochettino…

In spiaggia a Copacabana

dopo aver fatto questi gironzolamenti abbiamo pianificato di andare nel tardo pomeriggio a fare il giro sul “monte pan di zucchero“, con l’intenzione di vedere da li il tramonto sopra la città. Abbiamo anche prenotato una cena a base di pesce in un ristorante che ci era stato consigliato da un amico di Massimo.

Insomma il piano era così perfetto che… ma non spoileriamo.

Visto che c’era ancora tempo ci siamo detti “andiamo a fare il bagno a Copacabana!“, perchè la sera prima c’eravamo stati ma solamente a bagnare i piedi perchè non avevamo asciugamani e costume addosso.

Quindi ci siamo diretti verso le due del pomeriggio (mi pare) a fare questo bagno.

A parte il fatto che faceva caldissimo e sono miracolosamente riuscito a ustionarmi (poco), ho notato alcune cose interessanti che ora vi elenco:

  • Le spiagge sono sorvegliatissime, nel senso che è meglio farsi furbi e non portare in giro orologi, catenine, smartphone e oggetti personali che potrebbero restare attaccati alle mani. Comunque la sorveglianza è intensa, anche gli ambulanti hanno il pos portatile, anche quelli che ti vendono il formaggio su stecco fatto alla griglia.
  • Ovviamente essendo solo in due e volendo farci entrambi il bagno siamo andati con il solo costume e maglia.
  • La spiaggia è rovente: una cosa furbissima che viene fatta è di stendere un tubo “sforacchiato”, dove viene fatta circolare acqua fresca con un motorino a benzina. L’acqua crea una specie di sentiero umido dove si può camminare senza fare la prova di fede.
Rio: dove non c’e’ il tubo con l’acqua
  • La spiaggia è super sabbiosa! Cioè non come a riccione o in versilia, ci sono decine di metri dalla marciapiede bordostrada fino ad arrivare al mare. Probabilmente solo a Copacabana c’e’ la sabbia di 4 Ligurie. (peccato manchi la fugassa)
  • Ed è completamente gratuita, se uno vuole si noleggia sedie e ombrelloni, ma si sistema dove vuole.
  • Se uno vuole camminare può passare da Copacabana ad Ipanema, che però appartiene alla ragazza di Ipanema e quindi si deve chiedere il permesso a lei però non abbiamo visitato. Sono comunque 3-4 km sotto il sole. Sapevatelo, non mi assumo responsabilità.

Non sono sicuro della sequenza degli avvenimenti perchè abbiamo lasciato i cellulari in hotel e quindi potrei essermi inventato tutto! AHAHAAH!

Per questa prima parte del secondo giorno è tutto, nel prossimo post parleremo della funivia di Rio e del ristorante di peixe, anzi pesce.

ma gli sci non vi serviranno.

Rio Rio Rio (parte 2): un giorno fottutamente lungo

Buonasera o buongiorno a tutti!

Riprendiamo la narrazione in un punto specifico, ovvero il pomeriggio del primo giorno (15 gennaio 2015).

Una persona sana di mente direbbe “stai in hotel, hai fatto praticamente una tirata unica per arrivare a Rio, dormitela, salva su disco e passa al capitolo successivo dell’avventura”. Ma noi non siamo sani di mente, per cui dopo la visita alla spiaggia, si decide di andare a visitare il Giardino botanico.

Il giardino botanico di Rio è fighissimo

Ci sono piante tropicali di tutti i tipi, scimiette che girano libere, palme e cocchi incredibilmente alti. Fantastico.

Le cose che non vanno bene del giardino botanico

  • Arrivarci è fottutamente lungo, bisogna prendere prima la metro per arrivare alla stazione Botafogo e poi dobbiamo prendere l’autobus. E fa caldo.
  • E’ Estate, ci sono 35 gradi. Per chi arriva dall’inverno è una discreta mazzata
  • Non riesco a mettere le scarpe (ho ancora i piedi un po’ gonfi dal viaggio e dal fatto che le scarpe sono nuove) per cui metto le ciabatte. Compagne di viaggi, che però sono alla frutta a livello di plantare: non è esattamente una camminata esaltante.
  • Ci sono fontanelle nel parco, ma quasi sempre sono calde a causa del sole. Rapidamente e a seconda dell’ombra vengono classificate con due tipi di erogazione: Acqua calda e Acqua meno calda.
  • Il ritorno è egualmente infernale: tornare alla fermata del bus è annichilente, l’attesa sotto il sole è egualmente una tortura infernale. In quel frangente però scopro una delle figate del brasile, cioè i “succhi”.

I succhi brasiliani

Una meravigliosa invenzione: i succhi sono frullati di frutta fresca con ghiaccio, senza zucchero aggiunto.

E’ amore a primo palato, una vera e propria droga che provoca un’estasi meravigliosa, sopratutto per chi è stato preso a cazzotti in testa dal sole.

Credo che il mio frullato sia stato a base di açai (pronunciato “asaì”) che è un anti ossidante spaventosamente efficace. Non c’e’ una foto perchè l’ho aspirato come se fosse cocaina. Vi metto comunque una foto trovata in internet perchè era identico.

Succo di Acai

A questo punto sarai andato a dormire no?

No. Dopo una breve pennichella e una lunga doccia, siamo andati a cena in un ristorante sul lungomare, che a quanto pare è chiuso a pranzo perchè alla sera fa già abbastanza soldi.

Abbiamo mangiato polpettine di “Bacalaho” (cioè baccalà) e “escondidinho di camarao”.  L’escondidinho, cioè il nascondino, è una specie di tortino di patate con un ripieno di “cose”. In questo caso gamberetti (Camarao). Viene infine messo in cima uno strato di formaggio morbido (requejiao) che diventa una crosticina durante la cottura in forno.

Strepitosi! Ricordano gli “gnocchi alla romana”!

baccalao

 

Escondidinho con gamberetti

Attenzione comunque alla temperatura, perchè viene cotto nei forni di monte Fāto.

Poi finalmente è arrivata la notte, ma non prima di prendere un bicchiere di cachaça invecchiata per concludere.

Cachaça!

E quindi siamo andati finalmente a dormire!

Fine parte due!!

Rio rio rio! (parte 1)

Questo post è purtroppo in ritardo di circa 2 settimane perchè queste giornate sono state piuttosto frenetiche! Ma partiamo dal principio.

LA PARTENZA

Sono partito dall’italia, con ben due valigie: una mia con un po’ di vestiti estivi (totalmente l’opposto di quando sono andato in UK) e un’altra piena all’inverosimile di “cose” da portare a Massimo ed Elke, gli amici che mi avrebbero ospitato.

Dovendo fare un viaggio del genere mi sono detto “tanto vale partire con il minimo indispensabile”: dovendo restare due mesi presso amici non ci sarebbero stati problemi a fare lavatrici e a comprare qualche capo di abbigliamento sul posto.

Infatti oltre al vestiario avevo in valigia anche un trancio di pecorino romano richiesto da Massimo e debitamente imbustato, perchè qua in Brasile i formaggi di importazione hanno dei prezzi da capogiro.

Mio padre mi ha portato in aeroporto a Caselle (Torino). Da li ho preso il volo per Roma
e ho aspettato a Fiumicino circa 4 ore per prendere il volo Alitalia per RIO.

Considerazione dovuta all’orario di arrivo a roma (circa le 19): andate tutti in fila con le vostre auto, come delle formichine. Magari vale anche in altre città comunque.

Burger Federation! Davvero niente male!

 

A fiumicino, dopo aver mangiato un dignitoso hamburger mi sono poi diretto al mio Terminal dove ho fatto passare il tempo collegandomi ad una delle tante torrette di ricarica che sono presenti. Li ho nuovamente constatato che la specie di “homo electricus” che si nutre di energia è oramai diventata una specie infestante. Quantomeno c’e’ la wifi gratis.

Homo electricus

Il piano sarebbe stato semplice: partenza da Fiumicino alle 22, nottata con 12 ore di volo, arrivo alla mattina a RIO, taxi per l’hotel per incontrare Massimo (che sarebbe arrivato da Blumenau dove abita) e da li si iniziava a girare.

IL PIANO ERA COSI’ PERFETTO CHE NON POTEVA CHE FALLIRE (cit. per pochissimi)

I guai sono iniziati al terminal di Fiumicino. Un viaggiatore del tempo pazzo pensava di essere un anarcoide insurrezionalista e con l’intento di far saltare in aria l’imperatore d’austria deve aver pensato di imbarcarsi con una bomba.

Morale: partenza con più di un’ora e mezza di ritardo, perchè quando fermi un bombarolo non è che il resto dell’aeroporto se ne può fottere.

Il viaggio sull’aereo è stato l’apice del non-riposo. Non sono riuscito a dormire, i film che c’erano a disposizione (tranne uno su uno stuntman giapponese in giapponese che era favoloso) li avevo già visti o erano ignobili. Ho anche pagato un extra per prendere il sedile “extra comfort”, lo scalino prima di accedere alla classe “più lusso ma non ancora business class”. Per darvi un’idea, il mio upgrade (che mi ha portato nella prima fila della classe turistica dove ho potuto allungare un poco le gambe) è costato 80 euro. L’upgrade alla classe ulteriore sarebbe costato 300 euro. E da quello che ho sentito, l’upgrade alla classe business altri 1000 euro. Vabbè, un giorno mi dico sempre.

ALITALIA ALCUNE PUNTUALIZZAZIONI

Ok che ora è stata comprata dai divoratori di cervelli tentacoluti. Ah no, non gli ithilid, si tratta di Ethiliad. Comunque c’e’ ancora una certa aria di pezzenza.
– molte aree della moquette di bordo sono strappate
– il cibo che viene servito è osceno, non ci sono altre parole. Ok che il cibo in aereo nella maggior parte delle linee è terribile, ma in quanto italiani potremmo curare un poco di più la qualità del cibo che serviamo, visto che è una delle poche aree di eccellenza che ancora ci vengono riconosciute.

ARRIVO A RIO

L’arrivo è stato tutto sommato senza alcun problema, è stata solo un poco lunga la fase di controllo dei documenti (sono davvero MOLTO lenti) e si è fatta sentire la differenza di temperatura, passato dai circa 8-9 gradi di quando sono partito ai 28-29 gradi arrivato a Rio. E in aeroporto non è che l’aria sia molto condizionata.

Con i bagagli ritirati, mi sono diretto all’uscita con l’intento di prendere un TAXI.

Dovete sapere che io e Massimo abbiamo prenotato una sorta di mini alloggio a COPACABANA per i 3 giorni che saremmo stati in giro. Il problema è che l’aeroporto internazionale (GIG) è abbastanza fuori città (circa 30-35 km) e dovendo trasportare due valigie più lo zaino con il computer, non era il caso di fare economie prendendo un bus… di cui avrei dovuto decifrare le indicazioni… parlando 4 parole di portoghese. Anche no.

I TAXI DI RIO (e i metodi per arrivare in città)

Ci sono diverse alternative:
– come abbiamo detto, i bus, ma dovete sapere dove andare ($)
– degli shuttle in collaborazione con alcuni hotel, raccolgono un gruppo di turisti e fanno il giro per potarli ai vari hotel convenzionati ($$)
– il taxi a tassametro: vi porta dove volete, ovviamente il prezzo cambia a seconda della distanza, del tempo e del traffico ($$-$$$)
– il taxi a prezzo fisso: pagate una quota stabilita alla cassa presente nell’aeroporto, vi danno un voucher, lo consegnate al tassista e lui vi porta a destinazione ($$$)
– l’auto con autista privato ($$$$)

Io mi sono tolto il pensiero e ho comprato questo voucher. Mi ero stampato l’indirizzo dell’hotel, l’ho letto all’autista, gliel’ho fatto leggere e una volta sicuri… siamo partiti.

Viaggio tranquillo, con un poco di traffico, ma senza ansia. Poi sono arrivato all’hotel, molto prima di Massimo… e ovviamente non sono entrato in camera. Perchè la prenotazione era a nome di Massimo e lui era ancora a San Paolo che attendeva il volo per Rio.

Morale, mi sono sdraiato su una poltrona cercando di resistere al sonno meglio che potevo, ho visto l’ora, erano circa le 10… non avevo ancora fatto una colazione che si potesse dire degna (le cagate di alitalia servite alle 5 di mattina erano l’equivalente di una punizione corporale).

Cosi’ mi sono fatto raccomandare dalla reception dove poter mangiare qualcosa, ho lasciato i bagagli in custodia e sono uscito a fare un giro dell’isolato.

COPACABANA PRIMO IMPATTO

Mi ha subito fatto una impressione piuttosto positiva: abbastanza pulita, gente tranquilla, molti poliziotti a garanzia della sicurezza. Dopo aver constatato che non sapevo come fare colazione (mica potevo prendere cappuccino e croissant a Rio?), girellando ho trovato una “stuzzicheria” che faceva vari tipi di “salatini”.

PARENTESI SUI SALATINI

Non dovete pensarli all’italiana, i salgadinhos sono più simili alle stuzzicherie che vengono vendute nel sud Italia: giganteschi, saporiti, ripieni all’inverosimile.

Coxinhas di frango, che è pollo, non una persona

 

Costano comunque una miseria sopratutto se rapportati in euro, magari più avanti ne farò un post dedicato. In maniera abbastanza buffa, spiegandomi un po’ in inglese e un poco a gesti, ho cercato di prenderne un paio che non avessero funghi (ho poi scoperto dopo che il rischio è zero) e mi sono rifocillato.

Quando poi finalmente sono riuscito a trovarmi con Massimo siamo andati in camera ed effettivamente era molto accogliente: ampia, aria condizionata (evvai!), letti comodi, bagno così così, ma alla fine dei conti costava …30 euro a notte?

esplosione di vestiti per la stanza, zero vittime

 

Considerando che c’era incluso l’uso della jacuzzi nella palestra e che eravamo a 80 metri dalla spiaggia, era decisamente un ottimo compromesso… anche considerando che è alta stagione in Brasile!

copacabana!

Mi sono quindi messo una canotta, dei pantaloncini e siamo andati ad esplorare la spiaggia di Copacabana… dove ci siamo fermati a prendere il primo latte di cocco… e qui finisce la prima parte 🙂

sluuuuurp

Império!

Lo so che vi aspettavate un commento sul viaggio in Brasile, perchè dopotutto chi sbarca per tre giorni a Rio (de Janeiro) e non parla della città ? E invece no, oggi parliamo di Império, la “novella” che inchioda i brasiliani alla tv, compresi quelli acquisiti come il mio amico Massimo di Torino, E’ talmente un fenomeno di massa, che persino un tassista se lo guardava su un tv portatile mentre ci portava alla scuola di Samba… ma questo è irrilevante, parliamo invece della trama!

Império in un tweet (più o meno)

Un importante fabbricante di sedie scompare. Gli eredi e i presunti tali litigano per l’eredità. Nel frattempo Pedro finisce in carcere e parla attraverso le sbarre a diverse persone. La lobby dei gay blogger intanto cerca di rovinare la famiglia, perchè si. Tutti hanno denti perfetti, capelli perfetti e molte donne hanno tette enormi. Musica di atmosfera segnala le più importanti rivelazioni, come la sparizione di un ciondolo che coincide con una gravidanza misteriosa…

Ok la verità è che non capisco un ciuffolo di portoghese.

Potrebbe esserci un 100% di margine di errore nella comprensione della trama…

Viviane Araújo per chi si fosse posto delle domande.

ok 98%.

Comunque sono inchiodato allo schermo.

Ogni tanto Massimo mi racconta qualche retroscena, ma è come se qualcuno mi stesse raccontando spezzoni del Silmarillion… “sai quello è Melkor, in passato ha creato dei problemi alla famiglia e ora vuole vendicarsi”.

Oh una donna con degli orecchini che sembrano decorazioni per lampadari è appena entrata nello studio del gay blogger e lo ha accusato di qualcosa, probabilmente un errato accostamento di vestiario/colori.

Cambio di scena, una riunione tra un tipo (che sicuramente è cattivissimo) e la sua complice viene interrotta da una hipster boscaiola! Per stasera finisce qua, ma non sperate in una continuazione di questa narrazione apocrifa, se gli amici che mi ospitano venissero a scoprire questo post, probabilmente mi affogherebbero in piscina. Ciao!

Aggiornamento pre-natalizio, next stop Brazil!

Salve ai pochi lettori, che data la pausa di alcuni mesi probabilmente si saranno dimenticati questo blog esiste. (comprensibile)

Oggi è il 24 dicembre e mancano solo 7 giorni per completare un anno senza commettere un parricidio con le attenuanti.

Ma dove sei stato in questi mesi ?

Come ricorderete ( o forse no ecco  un promemoria) sono un discreto giramondo… ma da ottobre sono stato a Rivarolo Canavese.

Ho deciso di fare una pausa in patria per alcuni motivi

  • Economici: i voli per lo uk si sono fatti proibitivi da Torino. Purtroppo l’aeroporto è diventato un cul-de-sac e si possono trovare voli a prezzi accettabili solo con una pianificazione abbastanza lunga (almeno un mese).
  • Professionali: dovevo preparare due speech nel giro di 3 mesi! All’SMX di Milano (metà novembre) e al convegnoGT (19-20 dicembre). Stare a casa mi ha consentito di concentrarmi su queste attività senza avere preoccupazioni o disturbi di qualsiasi genere (insomma è una specie di eremitaggio).
  • Personali: ho avuto  l’occasione di fare un paio di pranzi a Milano con una persona straordinaria che non vedo mai abbastanza… oltre ad alcuni aperitivi/cene con amici e amiche che non vedevo da un sacco di mesi.

Ne è valsa la pena ? Non ti manca il regno unito ?

Qualcosa si…

…ma intanto ho fatto dei lavori come consulente seo (yottacom vive!) e ho potuto mettere da parte delle risorse per il “next step” (approfondimenti sotto), ma diciamo che è stato in parte rilassante avere di nuovo un letto comodo (anche se un po’ stretto), delle tapparelle che fanno scuro durante la notte, il miscelatore dell’acqua

Piccole cose che migliorano la qualità della vita.

e sticazzi vogliamo aggiungerlo ?
e sticazzi vogliamo aggiungerlo ?

E Intanto ho recuperato fiducia nelle mie capacità.

Cazzo, essere relatore è un’esperienza fenomenale, mi da una scarica di adrenalina fortissima, anche se nelle settimane precedenti mi odio profondamente per aver accettato e mi ripeto che non lo farò mai più… ci ricasco sempre!

Insomma, è difficile ripensare a tornare a Londra: finchè il business non sarà abbastanza sostenuto da supportare lo stile di vita londinese, non credo che affronterò una nuova permanenza. Bristol rimane una destinazione molto più probabile, ma per quello se ne parla dopo marzo…

Perchè dopo marzo ? Che fai in questi mesi ?

Come molti di voi già sanno, ho pianificato di andare in Brasile e starci DUE MESI.

Un mio collega e amico si è trasferito nel sud del Brasile e visto che facciamo diverse attività online assieme e non ho legami particolari, ho preso quest’occasione per pianificare questa avventura.

Il posto dove vive è nel sud del Brasile, si chiama Blumenau e come potete immaginare dal nome è popolato da discendenti di emigranti tedeschi 🙂

brazilian fraulein

Che hanno ricreato lo stile architettonico delle zone di origine…

E che puntualmente festeggiano l’oktoberfest!

Interessante ma dove si trova?

Abbastanza fuori dalle aree più note (e violente !!).

una migrazione in pratica!

Google stima 19,5 ore per arrivare, ma in realtà il viaggio non è in una tratta unica, perchè non esistono voli diretti (men che meno da Torino).

Il mio tragitto sarà un poco differente:

  • Torino – Roma
  • Roma – Rio de janeiro
  • Mi incontro con il mio amico a Rio e stiamo li un paio di giorni, cosi’ vedo qualche posto classico e faccio del mio meglio per non farmi accoltellare e mi rilasso prima del prossimo volo.
  • Rio – Blumenau (con pausa di un’ora in aeroporto a San Paolo).

Sarà interessante fare la valigia, perchè la le stagioni sono invertite, quindi sarà estate! Nella valigia dovrò mettere praticamente solo roba leggera e dovrò pensare cosa indossare nel volo Italia…

Fico, ma quanto ti costa un viaggio del genere?

  • 780 euro voli andata e ritorno
  • 74 euro i voli interni andata e ritorno

Probabilmente perchè è bassa stagione per gli abitanti dei paesi dell’emisfero “sopra”  i prezzi si sono rivelati decisamente interessanti. (non ho guardato il periodo del carnevale che è verso metà febbraio)

Nell’ultimo periodo a Londra, un mese di affitto mi costava… 892 euro.  (internet, acqua, elettricità, gas, esclusi).

Costosetto eh ?

e gli altri prezzi medi?

Numbeo è un sito che prova a comparare i prezzi medi di un paniere di prodotti e servizi..

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Molto meno caro di Torino…

 

E chiaramente, meno caro di londra...

E’ chiaramente meno caro di Londra e Torino…

Quindi quando parti ?

Il 14 gennaio! Non manca molto 🙂

…devo solo resistere a commettere un parricidio….

Bristol, primo impatto

Salve nuovamente a tutti i soliti lettori. Come vi avevo anticipato qualche giorno fa, mi sono spostato a Bristol in “esplorazione” a partire da… hmmm… 5 giorni. Lo so che sembra strano, ma ho camminato talmente tanto che faccio fatica a pensare che davvero sono trascorsi solo 5 giorni.

 

Dunque, Bristol. Com’e’ ?

Iniziamo dicendo “Non è Londra” (genio) e come mia consuetudine inizio con gli aspetti negativi.

Trasporti: abituato probabilmente troppo bene a Londra con i trasporti capillari e  frequentissimi, anche la notte, il distacco può sembrare brutale.

L’autobus che mi  porta nella zona dove ho trovato alloggio (con airbnb) passa grossomodo ogni 20 minuti
di giorni e 30 minuti di sera, perchè è una zona esterna (per quanto bellissima).
Dopo mezzanotte e mezza non passa più fino al mattino alle 5 e qualcosa mi sembra.  Morale della storia, a Bristol se abiti nelle lontane dal centro ti serve l’auto.

Locali: moltissimi negozi e locali adottano un orario tipicamente “british” alle 5.30 pm o al massimo le 6 pm chiudono. “Cheers mate”.

La situazione non è comunque tragica, rimangono diversi posti di ristoro aperti e i supermercati maggiori sono aperti fino alle 11pm,
quindi “no problem“. Se fate orari di ufficio, allora invece “yes problem“.

Fine degli aspetti negativi.

Passiamo alle figate di Bristol!

Persone: gentili, rilassate, cortesi, premurose. Assisti a scene “ridicole” (se paragonate a Londra) dove i controllori dei biglietti scendono dal bus per dare delle indicazioni ai turisti che sono appena scesi.

I Bristoliani (credo si dica così) sono quasi sempre
sorridenti, un maggior livello di “cool dude” l’ho incontrato soltanto tra i surfisti  del sud della California.

Non vedo quasi mai passare macchine della polizia o ambulanze a sirene spiegate.

Italiani: non li sento e non li noto. A differenza di Londra, dove oramai siamo dappertutto a Bristol la presenza Italiana è silenziosa. Anche le pizzerie sono gestite da inglesi e nonostante tutto non lavorano male.

Non è che sia allergico ai compatrioti, ma è rilassante andare in un paese diverso e non sentire un “ue figa” ad ogni piè sospinto.

Morfologia: Bristol è “hilly” come l’ha definita la mia host di airbnb ed è azzeccata come definizione. Le hills sono anche abbastanza accentuate (vedrete alcune foto quando le caricherò) e mi ricordano un poco San Francisco e un poco Genova (ma senza carruggi).

un paradiso per chi ama fare ciclismo in salita

Nonostante io detesti andare in salita (è noto), non mi sono trovato affatto male, sarà che l’andatura generale è molto rilassata (a differenza di Londra dove si è sempre in ritardo e quindi la gente corre) e quindi la strada la percorro egualmente in salita
e in discesa senza troppa fatica.

Inoltre Bristol è costruita attorno ad un fiume (di nome “Avon”): la zona portuale chiamata “harborside” è stata valorizzata negli ultimi anni ed è un gioiello: ci sono tanti locali, posti dove fanno esposizioni, hotel, eccetera. Passeggiando sui moli, ci sono navi attraccate che
aggiungono fascino ad una zona già di suo stupenda.

Gioventù: Bristol è una città studi e stando ad alcune statistiche un 10% della popolazione residente è composto da studenti. Su un centro urbano di 420.000 persone, sono circa 42.000!

Infatti vedi un sacco di ragazzi che vanno in skate, gente che disegna nei parchi, gente che va all’università.

questa è una università.

Oggi sono anche passato ad una giornata di “orientamento” per i  nuovi studenti: in pratica hanno allestito un’area nella zona dell’harborside e hanno dato spazio a varie iniziative. Per esempio in un tendone c’erano vari club dedicati alle più svariate attività, dal club dell’advertising, passando al club del signore degli anelli per passare a vari club sportivi.

Come nei film americani quando cercano di reclutare nuovi partecipanti alle attività extra scolastiche!

Compreso nel tutto c’era Domino Pizza e altri posti di ristoro che offrivano cibo gratis per farsi conoscere ai nuovi arrivati! (si un paio di fette di pizza le hanno offerte pure a me)

Prezzi: in generale più bassi che a Londra. Anche qua è lapalissiano.

Pulizia: perfetta! Anche le persone in generale mi sembrano molto rispettose.

questo specchio mi rende uno hobbit

Concludendo (per ora)

Bristol mi sta piacendo tantissimo. E’ un mix di sensazioni, mi ricorda tante città:  la collina mi ricorda la collina di Torino, i saliscendi San Francisco e Genova, quel clima un pò sornione e rilassato mi ricorda Bologna.

La stranezza più forte che ho rilevato al momento è che manca “la mia generazione” quelli che hanno 30-40 anni. Ho visto ragazzi e anziani, ma quelli della mia età no sono davvero pochissimi. La cosa è piuttosto stramba!

…e che non ha voglia di fermarsi, per ora.

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